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	<title>Hobby e Sport - Holy Cult</title>
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	<title>Hobby e Sport - Holy Cult</title>
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		<title>Le sette chiavi della meditazione: sblocca i tuoi chakra con la pratica yogica</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Aug 2024 11:20:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Focus]]></category>
		<category><![CDATA[Hobby e Sport]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; La meditazione è una pratica antica che favorisce il rilassamento e la consapevolezza. I suoi principali benefici includono riduzione dello stress, maggiore concentrazione e benessere emotivo, sviluppare una connessione profonda con l'interiorità e il mondo invisibile. La meditazione yogica si lega profondamente ai chakra, i centri energetici nel corpo. Sbloccare e bilanciare i chakra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-12330 size-large" src="https://www.holycult.com/wp-content/uploads/2024/08/Le-Sette-Chiavi-Cover-web-729x1024.jpg" alt="" width="729" height="1024" srcset="https://www.holycult.com/wp-content/uploads/2024/08/Le-Sette-Chiavi-Cover-web-729x1024.jpg 729w, https://www.holycult.com/wp-content/uploads/2024/08/Le-Sette-Chiavi-Cover-web-214x300.jpg 214w, https://www.holycult.com/wp-content/uploads/2024/08/Le-Sette-Chiavi-Cover-web-768x1079.jpg 768w, https://www.holycult.com/wp-content/uploads/2024/08/Le-Sette-Chiavi-Cover-web-1093x1536.jpg 1093w, https://www.holycult.com/wp-content/uploads/2024/08/Le-Sette-Chiavi-Cover-web-1458x2048.jpg 1458w, https://www.holycult.com/wp-content/uploads/2024/08/Le-Sette-Chiavi-Cover-web-600x843.jpg 600w, https://www.holycult.com/wp-content/uploads/2024/08/Le-Sette-Chiavi-Cover-web.jpg 1732w" sizes="(max-width: 729px) 100vw, 729px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La meditazione è una pratica antica che favorisce il rilassamento e la consapevolezza. I suoi principali benefici includono riduzione dello stress, maggiore concentrazione e benessere emotivo, sviluppare una connessione profonda con l'interiorità e il mondo invisibile.<br />
La meditazione yogica si lega profondamente ai chakra, i centri energetici nel corpo. Sbloccare e bilanciare i chakra permette di migliorare la salute fisica e mentale, favorendo un’armonia interiore essenziale per il benessere complessivo.<br />
È stata adottata in numerose culture e religioni, inclusi l'induismo, il buddhismo e il taoismo, e recentemente ha guadagnato popolarità anche nel mondo occidentale. Negli ultimi decenni, la ricerca scientifica ha iniziato a indagare seriamente i suoi benefici, fornendo una base di supporto empirica.</p>
<h3>I Sette Chakra</h3>
<p>Il Primo Chakra, Muladhara, noto anche come chakra della radice, si trova alla base della colonna vertebrale ed è alla base della salute fisica della persona. È rappresentato dal colore rosso e simboleggia la stabilità e la sicurezza. Questo chakra è fondamentale per il legame con la terra e il nostro senso di appartenenza.<br />
Il Secondo Chakra, Svadhisthana o chakra sacrale, è situato circa due pollici sotto l'ombelico. È associato all'acqua, al colore arancione e rappresenta la creatività, la sessualità e le emozioni. Una sua corretta attivazione favorisce relazioni sane e un equilibrio emotivo.<br />
Il Terzo Chakra, Manipura, ha un ruolo essenziale nell'equilibrio energetico. Conosciuto come chakra del plesso solare, si trova nella zona dello stomaco. È associato al colore giallo e rappresenta la forza di volontà, la determinazione e il potere personale. Un Manipura equilibrato favorisce la fiducia in sé e la capacità di affrontare le sfide quotidiane.<br />
Il Quarto Chakra, Anahata o chakra del cuore, è posto al centro del petto ed è rappresentato dal colore verde. Simboleggia l'amore, la compassione e la connessione con gli altri. Un Anahata equilibrato permette di aprirsi alle emozioni e all'amore incondizionato, sia verso se stessi che verso gli altri.<br />
Il Quinto Chakra, Vishuddha, espressione creativa e di comunicazione, noto come chakra della gola, si trova nella zona del collo ed è associato al colore azzurro. Rappresenta l'espressione autentica, la comunicazione e la creatività. Un Vishuddha equilibrato permette di esprimere pensieri e sentimenti con chiarezza, facilitando relazioni più genuine e aperte.<br />
Il Sesto Chakra, Ajna, conosciuto come chakra del terzo occhio e dell'intuizione, è situato sulla fronte, tra le sopracciglia. Associato al colore indaco, rappresenta l'intuizione, la saggezza e la percezione superiore. Un Ajna equilibrato permette di accedere a una visione interiore profonda e di sviluppare una maggiore consapevolezza spirituale.<br />
Il Settimo Chakra, Sahasrara, noto anche come chakra della corona, rappresenta la connessione spirituale e la consapevolezza superiore, si trova sulla sommità della testa ed è associato al colore viola o bianco. Simboleggia la connessione spirituale, la consapevolezza superiore e l’illuminazione. Un Sahasrara equilibrato permette di esperire un profondo senso di unità con l'universo e una comprensione sublime della realtà.</p>
<h3>La meditazione: le basi scientifiche e il concetto di prana</h3>
<p>Numerosi studi hanno esplorato gli effetti della meditazione sul cervello e sul corpo. La ricerca ha dimostrato che la meditazione può portare a cambiamenti misurabili nel cervello e nel corpo, alcuni dei quali includono:</p>
<ol>
<li><strong>Riduzione dello Stress</strong>: Uno degli effetti più documentati della meditazione è la riduzione dello stress. La meditazione diminuisce i livelli di cortisolo, l'ormone dello stress, e migliora il benessere generale.</li>
<li><strong>Miglioramento della Concentrazione</strong>: Studi di neuroimaging hanno dimostrato che la meditazione regolare può aumentare lo spessore della corteccia cerebrale, una parte del cervello associata all'attenzione e alla consapevolezza.</li>
<li><strong>Aumento della Neuroplasticità</strong>: La meditazione è associata a una maggiore neuroplasticità, la capacità del cervello di riorganizzarsi creando nuove connessioni neurali.</li>
<li><strong>Promozione della Salute Mentale</strong>: La meditazione è utilizzata come trattamento complementare per disturbi d'ansia, depressione e altre condizioni mentali.</li>
<li><strong>Effetti sul Sistema Immunitario</strong>: Alcuni studi suggeriscono che la meditazione può rafforzare il sistema immunitario, migliorando la resistenza alle malattie.</li>
</ol>
<h3>Il concetto di prana e le prove scientifiche</h3>
<p>Il termine "prana" deriva dalla tradizione yogica e ayurvedica ed è comunemente tradotto come "forza vitale" o "energia vitale". Nella filosofia indiana, il prana è considerato il principio vitale presente in tutti gli esseri viventi. Si ritiene che fluisca attraverso i canali energetici nel corpo chiamati "nadi" (dal Sanscrito vuol dire: canale, tubo, vena) , e il suo equilibrio e flusso sono cruciali per il benessere. Mentre il concetto di prana è ben radicato nelle tradizioni spirituali, la sua esistenza scientifica è più controversa. Tuttavia, alcune teorie cercano di correlare il prana con fenomeni scientifici:</p>
<ol>
<li><strong>Bioelettromagnetismo</strong>: Alcuni scienziati hanno ipotizzato che il prana possa essere correlato ai campi bioelettromagnetici prodotti dai processi biochimici nel corpo. Questo concetto suggerisce che il prana possa rappresentare una forma di energia misurabile scientificamente.</li>
<li><strong>Ricerca sulla Kirlian Photography</strong>: La fotografia Kirlian è una tecnica che produce immagini di oggetti circondati da un alone luminoso. Sebbene non provi del tutto l'esistenza del prana, è stata utilizzata per indagare il campo energetico umano e altri fenomeni bioenergetici. La macchina Kirlian prende il nome da Semyon Kirlian, che scoprì accidentalmente nel 1939 un modo per catturare immagini di oggetti circondati da un'aura di luce. La fotografia Kirlian coinvolge l'applicazione di un campo elettrico ad alta frequenza intorno a un oggetto posizionato su una pellicola fotografica, risultando in un alone visibile. Alcuni sostenitori ritengono che la fotografia Kirlian possa mostrare il campo energetico o l'aura di un organismo vivente, in relazione al concetto di prana mentre gli scettici sottolineano che i risultati della fotografia Kirlian possono essere spiegati da fenomeni fisici naturali come l'umidità e la conduttività elettrica degli oggetti, piuttosto che da un "campo energetico". La fotografia Kirlian continua ad essere studiata nel contesto della fisica delle scariche elettriche e dell'effetto corona.</li>
</ol>
<p>Sebbene non ci siano formule matematiche universalmente accettate che provino l'esistenza del prana, alcuni studiosi hanno cercato di esprimere il concetto attraverso modelli scientifici e matematici. Ecco alcuni esempi di tali esplorazioni:</p>
<ul>
<li><strong>Fritjof Capra</strong>: Nel suo libro "Il Tao della Fisica", Capra esplora i parallelismi tra la fisica moderna e le antiche filosofie orientali, suggerendo che il concetto di energia in fisica possa essere correlato a quello del prana.</li>
<li><strong>David Bohm</strong>: Un fisico teorico che ha lavorato sulla teoria quantistica, Bohm ha proposto l'esistenza di un ordine implicito nell'universo che può essere interpretato in termini simili al concetto di prana come un'energia universale che collega tutta la materia.</li>
<li><strong>Jagadish Chandra Bose</strong>: scienziato indiano, fisico e botanico, inventore del crescografo (macchinario atto a dimostrare tramite dei sensori applicati alle piante traduce le emozioni del mondo vegetale) che ha dimostrato l'esistenza del prana.</li>
</ul>
<p>La meditazione offre una varietà di benefici supportati scientificamente, tra cui la riduzione dello stress e il miglioramento della salute mentale. Il concetto di prana, sebbene non universalmente accettato dalla scienza occidentale, continua a essere un tema di interesse per la sua correlazione con i campi bioenergetici e la fotografia Kirlian. La ricerca in queste aree rappresenta un'intersezione affascinante tra antiche tradizioni e indagini scientifiche moderne, suggerendo che ci sia ancora molto da scoprire su come mente, corpo e "energia vitale" siano interconnessi.</p>
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<h3>Pranayama: Il Controllo del Respiro</h3>
<p>Il termine <strong>pranayama</strong> deriva dal sanscrito ed è composto da due parole: "prana", che significa "energia vitale" o "soffio vitale", e "ayama", che significa "controllo" o "estensione". Pertanto, pranayama si riferisce alla pratica del controllo del respiro per regolare il flusso di prana nel corpo. I benefici del Pranayama sono:</p>
<ol>
<li><strong>Miglioramento della Funzione Respiratoria</strong>: Il pranayama rafforza i muscoli respiratori, aumentando la capacità polmonare e migliorando la qualità della respirazione.</li>
<li><strong>Riduzione dello Stress e dell'Ansia</strong>: Le tecniche di pranayama attivano il sistema nervoso parasimpatico, favorendo il rilassamento e riducendo i livelli di cortisolo, l'ormone dello stress.</li>
<li><strong>Miglioramento della Concentrazione e della Consapevolezza</strong>: La pratica del pranayama aumenta la consapevolezza mentale e promuove la concentrazione.</li>
<li><strong>Regolazione delle Emozioni</strong>: Il controllo del respiro può aiutare a stabilizzare le emozioni e migliorare il benessere psicologico.</li>
<li><strong>Equilibrio Energetico</strong>: Regolando il flusso di prana, il pranayama aiuta a bilanciare l'energia interna e a migliorare la vitalità generale.</li>
</ol>
<p>Esistono diverse tecniche di pranayama, ognuna con specifici benefici:</p>
<ul>
<li><strong>Nadi Shodhana (Respirazione a Narici Alternate)</strong>: Aiuta a bilanciare le energie nel corpo e a calmare la mente.</li>
<li><strong>Kapalabhati (Respiro del Fuoco)</strong>: Una tecnica di respirazione energica che purifica le vie respiratorie e aumenta la capacità polmonare.</li>
<li><strong>Bhramari (Respirazione dell'Ape)</strong>: Aiuta a ridurre l'ansia e a calmare la mente attraverso la vibrazione sonora.</li>
<li><strong>Ujjayi (Respiro Vittorioso)</strong>: Favorisce la concentrazione e aiuta a mantenere un ritmo respiratorio costante durante la pratica dello yoga.</li>
</ul>
<p>Studi scientifici hanno dimostrato che il pranayama può influenzare il sistema nervoso autonomo, migliorare la variabilità della frequenza cardiaca e ridurre la pressione sanguigna. È particolarmente efficace nel trattamento di condizioni come l'ansia, la depressione e i disturbi respiratori.</p>
<h3>Tridosha: I Tre Dosha nella Medicina Ayurvedica</h3>
<p>Nella medicina ayurvedica, il concetto di <strong>tridosha</strong> è fondamentale per comprendere la costituzione individuale e lo stato di salute. Secondo l'Ayurveda, ogni persona è unica e la sua salute è determinata dall'equilibrio di tre dosha o energie vitali: <strong>Vata</strong>, <strong>Pitta</strong> e <strong>Kapha</strong>. Questi dosha rappresentano le combinazioni dei cinque elementi fondamentali: terra, acqua, fuoco, aria e etere.</p>
<h3>I Tre Dosha</h3>
<ol>
<li><strong>Vata (Aria ed Etere)</strong>
<ul>
<li><strong>Caratteristiche</strong>: È associato al movimento e regola tutte le funzioni corporee che implicano movimento, come la circolazione sanguigna, la respirazione e l'impulso nervoso.</li>
<li><strong>Squilibrio</strong>: Può causare problemi di ansia, insonnia, secchezza della pelle e disturbi digestivi.</li>
<li><strong>Bilanciamento</strong>: Vata può essere equilibrato con alimenti caldi e oleosi, routine regolari e pratiche calmanti.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Pitta (Fuoco e Acqua)</strong>
<ul>
<li><strong>Caratteristiche</strong>: Rappresenta il fuoco digestivo e regola il metabolismo, la digestione e la trasformazione degli alimenti in energia.</li>
<li><strong>Squilibrio</strong>: Può portare a irritabilità, infiammazioni, problemi digestivi e sudorazione eccessiva.</li>
<li><strong>Bilanciamento</strong>: Pitta può essere equilibrato con alimenti freschi e rinfrescanti, evitando spezie piccanti e mantenendo un ambiente fresco.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Kapha (Terra e Acqua)</strong>
<ul>
<li><strong>Caratteristiche</strong>: È responsabile della struttura del corpo e della stabilità, governando la forza fisica e la coesione dei tessuti.</li>
<li><strong>Squilibrio</strong>: Può causare letargia, aumento di peso, congestione e ritenzione idrica.</li>
<li><strong>Bilanciamento</strong>: Kapha può essere equilibrato con alimenti leggeri e asciutti, attività fisica regolare e routine stimolanti.</li>
</ul>
</li>
</ol>
<p>Nell'Ayurveda, la diagnosi di uno squilibrio nei dosha viene effettuata attraverso l'osservazione, l'interrogazione e l'esame del polso. I trattamenti includono cambiamenti nella dieta, pratiche di yoga, erbe medicinali e tecniche di disintossicazione come il Panchakarma. Mantenere l'equilibrio dei dosha è essenziale per una buona salute e il benessere generale. Ogni persona ha una costituzione unica, o <strong>prakriti</strong>, che determina il predominio di uno o più dosha. Comprendere la propria prakriti (costituzione) e adattare lo stile di vita di conseguenza può migliorare la qualità della vita e prevenire le malattie. Sia il pranayama che il tridosha offrono approcci olistici alla salute e al benessere, enfatizzando l'importanza dell'equilibrio tra corpo, mente e spirito. Questi concetti, radicati nelle antiche tradizioni indiane, continuano a essere rilevanti oggi grazie alla loro capacità di integrare approcci tradizionali e moderni alla medicina e alla salute mentale.</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
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		<title>Un&#039;incalcolabile vittoria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ltorzolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Nov 2021 18:01:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Focus]]></category>
		<category><![CDATA[Hobby e Sport]]></category>
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					<description><![CDATA[Nonostante tutto quello che negativamente la boxe sembra averci mostrato negli ultimi tempi in termini di litigi tra Enti, proliferazione incontrollata di nuove cinture, pseudo esibizioni tra ex campioni e improvvisati pugili o sedicenti tali, sabato 25 settembre 2021 a Londra, il pugilato è tornato ad essere il protagonista indiscusso del ring.

Oleksander Usyk, sfidante ufficiale WBO per la categoria dei pesi massimi, si è imposto ai punti al super campione di casa Anthony Joshua, già detentore delle cinture WBO, WBA, IBF, IBO divenendo il nuovo campione dei pesi massimi e lasciando ancora immacolato il suo record d’imbattibilità.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><strong>di Carlo D’Urso</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nonostante tutto quello che negativamente la boxe sembra averci mostrato negli ultimi tempi in termini di litigi tra Enti, proliferazione incontrollata di nuove cinture, pseudo esibizioni tra ex campioni e improvvisati pugili o sedicenti tali, sabato 25 settembre 2021 a Londra, il pugilato è tornato ad essere il protagonista indiscusso del ring.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-10996 size-full" src="https://www.holycult.com/wp-content/uploads/2021/11/Oleksandr-Usyk-1.jpg" alt="" width="880" height="440" srcset="https://www.holycult.com/wp-content/uploads/2021/11/Oleksandr-Usyk-1.jpg 880w, https://www.holycult.com/wp-content/uploads/2021/11/Oleksandr-Usyk-1-600x300.jpg 600w, https://www.holycult.com/wp-content/uploads/2021/11/Oleksandr-Usyk-1-300x150.jpg 300w, https://www.holycult.com/wp-content/uploads/2021/11/Oleksandr-Usyk-1-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 880px) 100vw, 880px" /></p>
<p>Oleksander Usyk, sfidante ufficiale WBO per la categoria dei pesi massimi, si è imposto ai punti al super campione di casa Anthony Joshua, già detentore delle cinture WBO, WBA, IBF, IBO divenendo il nuovo campione dei pesi massimi e lasciando ancora immacolato il suo record d’imbattibilità. Forse rivedere il pubblico stipare gli spalti del Tottenham Hotspur Stadium è stata già una vittoria, dopo oltre un anno e mezzo di vuoto intorno ai ring di mezzo mondo, però vederlo assistere a questo capolavoro di tattica, evidente persino a chi non possiede un occhio prettamente clinico per il pugilato, è stato, a mio avviso, un trionfo per questo sport. La premessa con cui volevo scrivere questo risultato era di carattere personale, complice la deludente strada che molti promotori hanno intrapreso in merito alla scelta di togliere dignità al ring organizzando delle autentiche farse pugilistiche tra contendenti improbabili la cui certezza finanziaria dei ricavi era assicurata dal potere smisurato dei social media… mi sentivo tradito, come appassionato, ad assistere alla lenta mercificazione della nobile arte. Usyk è un fenomeno sportivo che richiede di per sé una particolare lente d’ingrandimento per i più… egli ha vinto tutto quello che si poteva desiderare nel mondo dilettanti (titolo mondiale e oro olimpico) e nella categoria professionistica dei cruiser (campione lineare di tutte le cinture mondiali, compreso il torneo Muhammad Alì WBSS); non soddisfatto ancora del suo potenziale, due anni e mezzo fà decise di passare nella categoria superiore dei massimi tra i dubbi e le incertezze degli addetti ai lavori con l’intento di laurearsi nuovamente campione del mondo unificato! Ricordo ancora i sorrisi beffardi e l’ironia dei giornalisti, oltre che di molti colleghi di Usik, nell’apprendere del passaggio alla categoria regina: ora non ride più nessuno, nessuno più ricorda proditoriamente che la sua differenza di peso avrebbe portato solo guai al neo campione, nessuno mette più in discussione la supremazia della tecnica sulla potenza fisica! Sono convinto che la suggestione del video che oggigiorno domina le nostre menti, sia anch’esso un riflesso errato per la comprensione di uno sport così complesso come il pugilato…</p>
<p>Il mancino Usyk si apprestava quindi a disputare 12 riprese in netto sfavore, lontano dalla madrepatria Ucraina, con un pubblico inglese tutto schierato a favore del campione locale. La concentrazione dell’ucraino sul piano preparato nei mesi precedenti ha invece stupito gli occhi attoniti di tutti: con una differenza di leve, di peso e quindi di potenza, abbiamo ammirato un Usyk in costante movimento di tronco e gambe al centro del ring, il cui perno è stato, per dodici riprese, un uso del jab che ha disinnescato buona parte delle iniziative offensive del campione! In avanzamento e in retrocessione il jab non ha mai smesso di pungere e di fintare l’avversario impedendo una reale coordinazione della potenza di Joshua contro lo sfidante… Ma lo spettacolo non aveva ancora mostrato il suo vero fulgore fintanto che le continue e pressanti scalfitture di Usyk non hanno chiuso l’occhio destro di Joshua! Un altro pronostico fallito! Il match era la realizzazione di un piano tattico vincente, abbastanza versatile da poterlo applicare a stili, categorie, personalità pugilistiche differenti! Non ci sono stati atterramenti, né particolari ferite da compromettere la prosecuzione della gara, anzi vi sono stati anche dei casi in cui lo stesso Usyk avrebbe potuto accelerare il ritmo delle combinazioni di colpi ma che non si sono realizzati proprio per gli ordini del suo angolo di attenersi completamente al piano: l’istinto di non infierire contro un avversario in difficoltà è un’altra prova che Usyk ha superato brillantemente nel portare a termine un lavoro mentale davvero impressionante. Personalmente non ritengo che Joshua abbia sottovalutato Usyk né impostato una strategia particolarmente sbagliata quanto il non aver saputo adattarsi, per la prima volta, ad un avversario completamente diverso dai precedenti. E’ questa l’unica grande energia che solo i campioni posseggono: versatilità allo stato puro. Sabato 25 settembre, prima di Usyk, prima del pugilato, ha vinto lo sport quale fenomeno che deve tornare a stupire le persone!</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Enzo Calzaghe - LA SUA BOXE ERA MUSICA!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ltorzolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Apr 2019 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Focus]]></category>
		<category><![CDATA[Hobby e Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Holy Eye]]></category>
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					<description><![CDATA[La metrica musicale, in fondo, è fatta di pause, di raddoppi e rallentamenti come la boxe. Essa s’impone con il ritmo che l’atleta sa imprimere alle proprie combinazioni, con criteri simili quindi Enzo Calzaghe aveva visto giusto: boxe e musica, seppure con scopi completamente opposti, possono esprimersi attraverso linee comuni.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">di Carlo D’Urso</p>
<p>Enzo Calzaghe non ha mai intrapreso nessuna carriera pugilistica né quindi accusato i colpi che restano scolpiti nella memoria e nel corpo di un pugile; non ha mai provato su se stesso la pressione dei match e la latente stanchezza che si manifesta dopo anni dal ritiro dai combattimenti.<br />
Tutti ci domandiamo come abbia fatto un uomo senza passato pugilistico a creare uno dei maggiori campioni della boxe moderna: il figlio Joe Calzaghe, imbattuto campione del mondo dei Pesi Medi e Supermedi. Il mistero che avvolge il talento di Enzo Calzaghe non si potrà svelare né qui né altrove; il talento non nasce e non si trasmette, esso è un dono. Altre sono invece le ragioni che intendo indagare alla base di questa straordinaria vita, non solo sportiva, improvvisamente fermata il 14 settembre 2018.<br />
Tutto cominciò in Italia (Sardegna) nel 1949…</p>
<p><img decoding="async" class="alignright size-full wp-image-7680" src="https://www.holycult.com/wp-content/uploads/2020/01/Boxe-1.png" alt="" width="1149" height="763" /><br />
Enzo lasciò Sassari quando era poco più che un ragazzo per inseguire il suo grande sogno di diventare un musicista professionista. Nelle interviste amava ricordare il modo in cui salutò i suoi genitori: ”<em>tornerò quando sarò milionario!</em>” Cominciò a girare per l’Europa… Arrivato a Cardiff (Galles- Inghilterra) conobbe una ragazza di nome Jackie, quella che sarebbe diventata sua moglie. Fu amore a prima vista, ebbero tre figli. Faceva il possibile per sostentare la famiglia, non essendo la musica una fonte bastevole e sicura di guadagni, faceva lavori saltuari. Ma in questo classico contesto, per un emigrante, Enzo ha un’intuizione: portare suo figlio Joe in una palestra quando aveva solo nove anni; nel 1991 mollò tutto per dedicarsi a tempo pieno alla preparazione atletica del figlio. Egli si reinventa allenatore partendo da zero, sostenendo un’idea, apparentemente folle per la tecnica pugilistica: portare la musica sul ring! Secondo Enzo, Joe la sapeva interpretare al meglio con le sue combinazioni di 6-7 colpi. La metrica musicale, in fondo, è fatta di pause, di raddoppi e rallentamenti come la boxe. Essa s’impone con il ritmo che l’atleta sa imprimere alle proprie combinazioni, con criteri simili quindi Enzo Calzaghe aveva visto giusto: boxe e musica, seppure con scopi completamente opposti, possono esprimersi attraverso linee comuni. Non è un caso quindi se al termine della propria immensa carriera, il leggendario <em>Sugar</em> Ray Robinson divenne un ballerino professionista oppure il grande <em>Smokin</em> Joe Frazier aveva fondato una jazz band.<br />
Qualunque siano le tecniche, vecchie o nuove, per pugilare, il cemento più forte che un allenatore può imprimere al proprio pugile è, come in questo caso, l’amore di un padre verso il proprio figlio. Joe è stato un talento naturale ma la protezione costante del suo paterno allenatore è stata decisiva. Un pugile, benché dotato, è perso senza una guida sicura.<br />
La storia di Enzo ingigantisce l’orgoglio della tradizione italiana dei grandi maestri di pugilato mondiale, ognuno con differenti storie: i fratelli Petronelli (Pete e Goody) scoprono e forgiano il celebre Marvin <em>The Marvelous</em> Hagler, Angelo Dundee è sempre stato all’angolo dell’eterno Muhammad Alì e <em>Sugar</em> Ray Leonard, Cus (Constantin) D’Amato ha scoperto e creato il mito di Mike Tyson, facendone il più giovane campione del mondo dei Pesi Massimi (20 anni).<br />
Ma se qualcuno pensasse che nella misteriosa alchimia che può nascere e crescere tra padre e figlio, il talento misterioso di Enzo Calzaghe non avrebbe attecchito con altri pugili, si sbaglia enormemente!<br />
Nella comunità italiana nel Galles ci sono molti minatori, tra cui anche Mario Maccarinelli, amico di Enzo, emigrato da Salò, sul Lago di Garda, anch’egli gestore di una palestra di boxe, con un figlio promettente; si chiama Enzo anche lui. Enzo Maccarinelli passa sotto l’ala protettiva di Enzo Calzaghe che lo porta al titolo del mondo WBO dei Massimi Leggeri (<em>Cruiser Weight</em>) nel 2006.<br />
Enzo Calzaghe è una traccia profonda di nobiltà nello sport, di sacrificio e dedizione decennali alla coltivazione di un sogno: vincere dal nulla, senz’arte né parte, con la sola invisibile fede nelle proprie intuizioni. Una condizione che tanti uomini e donne hanno cavalcato e ancora cavalcano, lasciando la propria patria in cerca di un futuro migliore…</p>
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		<title>Dall&#039;auto d&#039;epoca al tuning  La meccanica come arte</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Mar 2011 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nel mondo reale, dove le mode imprigionano non solo la mente di chi le segue, ma anche quella limitata degli oppositori, la meccanica viene troppo spesso inserita nel contesto qualunquista e sminuente del cosiddetto mondo “donne e motori”.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">di Luca Torzolini<br />
(con la collaborazione di Daniele Bachetti e Simone Tonelli)</p>
<p style="text-align: right;">foto di Luca Torzolini, Marino Chiarelli, Simone Tonelli</p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-4975 aligncenter" title="Dall'auto d'epoca al tuning - La meccanica come arte  - Foto di Marino Chiarelli 2" src="http://www.re-volver.it/wp-content/uploads/Dallauto-depoca-al-tuning-La-meccanica-come-arte-Foto-di-Marino-Chiarelli-2.jpg" alt="" width="545" height="364" /></p>
<p>Tutto nacque dalla mente di <strong>Hanna &amp; Barbera</strong>, almeno per quanto riguarda il mondo animato. Ritornando alla nostra infanzia, possiamo affermare che tutti o quasi tutti abbiamo vissuto assieme a Dick Dastardly e al suo fidato cane Muttley una delle tappe del cartone <em>Wacky Races</em>. Ispirati al film <em>La grande corsa</em> di <strong>Blake Edwards</strong>, gli episodi della serie animata narrano le imprese di inusuali piloti che gareggiano lungo tortuosi e paradossali percorsi. I fotogrammi animati esibiscono inverosimili modelli automobilistici che si confrontano in una gara a cavallo tra superdesign e fantameccanica. Facile qui etichettare come “arte” l’intervento umano sulle componenti estetiche e funzionali di auto disegnate.<br />
Al contrario, nel mondo reale, dove le mode imprigionano non solo la mente di chi le segue, ma anche quella limitata degli oppositori, la meccanica viene troppo spesso inserita nel contesto qualunquista e sminuente del cosiddetto mondo “donne e motori”. In verità molte personalità affascinanti dedicano la loro vita a modellare le auto seguendo il proprio estro, dando vita a fenomeni di massa e a situazioni eccezionali.<br />
I primi veri e propri “interventi chirurgici” sulla carrozzeria e sul motore si svilupparono dapprima nel mondo delle auto d'epoca per esigenze funzionali come far ripartire la macchina o avere un sedile su cui distendersi. Dal famoso carro di <strong>Cugnot</strong>, primo marchingegno simile ad un’automobile e azionato da un motore a vapore, la storia dell’automobile si è mossa sempre di più verso modelli esteticamente accattivanti e con una maggiore gamma di optional. Alcuni di essi sono rimasti nell’immaginario popolare grazie a singolari caratteristiche estetiche, ma anche per merito del cinema che li ha immortalati come status symbol del passato.<br />
Chi può dirsi immune al fascino del maggiolino Volkswagen? e come dimenticare la FIAT Cinquecento o la Citroën 2CV francese e le loro peculiari carrozzerie? e chi non si volta al raro passaggio di sciccose Roll Royce britanniche o di smargiasse Cadillac americane fino a vederle perdersi all’orizzonte?<br />
La riesumazione di suddette pietre miliari della meccanica da parte di collezionisti ha un significato talvolta più profondo di quello percepibile da uno spettatore occasionale, radicato nell’anima di chi non ama soltanto “ricordare”, ma esige “riportare in vita” un determinato periodo storico. Per i collezionisti, spesso, questo significa lavorare al proprio Frankenstein di metallo, utilizzando escamotage e barbatrucchi pur di vederlo vivere di nuovo.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-4987 aligncenter" title="Dall'auto d'epoca al tuning - La meccanica come arte - Japan Style - Foto di Simone Tonelli" src="http://www.re-volver.it/wp-content/uploads/Dallauto-depoca-al-tuning-La-meccanica-come-arte-Japan-Style-Foto-di-Simone-Tonelli.jpg" alt="" width="565" height="425" /></p>
<p>Dopo aver ricomprato un’auto d'epoca, si provvede alla stima dei lavori da effettuare: quali sono i punti deboli della macchina e quali gli elementi da restaurare. Valutare quindi se ci sono pezzi da rigenerare (componenti che vengono smontate, rinnovate e rimesse al loro posto) piuttosto che da sostituire. Sostituire significa togliere un carburatore e metterne uno nuovo, ad esempio, ma questo è molto difficile da effettuare per modelli rari come la Jaguar E-type rispetto alla facilità con cui si può accedere ai pezzi di un’utilitaria come la FIAT Cinquecento. Questo perché c'è carenza di pezzi di ricambio per auto che sono state prodotte in numero limitato rispetto ad auto che hanno avuto una diffusione popolare. Anche a livello di carrozzeria si compie una vera e propria restaurazione: il materiale usurato dal tempo si riporta agli splendori originari. Motore, impianto elettrico, stoffe, tappeti, sospensioni, guarnizioni, vetri: è una vera è propria ricostruzione della Storia. È indispensabile anche tutto il lavoro di anamnesi dell'auto: numero di proprietari precedenti, lavori effettuati negli anni, modifiche subite dall'auto a causa dei gusti eccentrici di chi le ha possedute. Il tutto al solo scopo di una ricostruzione perfetta del modello, esattamente com'era stato disegnato dalla casa madre.<br />
La messa a punto prima della prova è simile a quella effettuata nelle officine moderne: il meccanico regola carburazione, sospensioni, cambio, frizione ecc.<br />
Ci sono proroghe per le auto da collezione rispetto alle leggi vigenti per la normale circolazione odierna: un esempio consiste nella possibilità di lasciare i fari gialli, oggi omologati nel colore bianco. Al contrario non sono valicabili le restrizioni e i divieti di transito per motivi ecologici.<br />
Esistono veri e propri club di appassionati d’auto d’epoca delle più svariate case automobilistiche che organizzano raduni aventi uno scopo ludico-ricreativo. Nell’ambito di queste adunanze si svolgono diverse competizioni: i rally, che consistono in gare su strade aperte al traffico, ma che includono anche tratti chiusi dove si svolgono speciali prove di velocità; le gare di velocità in salita, in cui le vetture partono singolarmente e devono percorrere il tracciato nel minor tempo possibile; le gare di regolarità, dove il rispetto di tempi prestabiliti, in base ai diversi tratti del circuito, determina la classifica finale.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-4988 aligncenter" title="Dall'auto d'epoca al tuning - La meccanica come arte - Vano motore - Foto di Simone Tonelli" src="http://www.re-volver.it/wp-content/uploads/Dallauto-depoca-al-tuning-La-meccanica-come-arte-Vano-motore-Foto-di-Simone-Tonelli.jpg" alt="" width="551" height="414" /></p>
<p>Eppure la meccanica non è solo arte di restauro: nel globo si sta sempre più diffondendo il concetto di “Meccanica creativa”.<br />
La parola “tuning” ha origine inglese e significa "sintonizzare", cioè caratterizzare l'automobile secondo i propri gusti e il proprio stile. Il tuning è un aspetto artistico della meccanica e dell'estetica della carrozzeria automobilistica sviluppatosi dagli anni '60<em> </em>in America. Era già presente qualche anno prima nel mondo delle due ruote con il custom (cromature di varie tipologie su Harley Davinson e affini). Con il tempo e sopratutto grazie a scene di vari film, questa pratica si diffuse negli USA (si pensi ad <em>Easy Rider</em> di <strong>Dennis Hopper</strong>, in cui vediamo sfrecciare i protagonisti cavalcando moto dalle lunghissime forcelle, o alla scena finale di <em>Grease</em>, in cui possiamo ammirare il bolide di Danny Zuko che batte in volata l'avversario). In Europa si sviluppò dapprima in Germania, negli anni '80, perché ditte come la Karmann (grande ditta che produce pezzi per carrozzeria) proposero modelli sportivi partendo dal modello originale delle case di produzione. Proprio la Karmann prese la Golf prima serie e ne fece modelli speciali, tra i quali la Golf prima serie Cabrio. In Italia, come potevasi immaginare, il fenomeno ha preso piede soltanto dopo la proiezione cinematografica di <em>Fast and Furious</em>.<br />
Esistono diverse tipologie di tuning. Alcune prediligono sovente l'aspetto estetico esterno, per cui viene modificata la carrozzeria montando appendici aerodinamiche supplementari e si sostituiscono componenti del gruppo ruota (dischi dei freni maggiorati, pinze più grandi, cerchi maggiorati, gomme più larghe); spesso i vetri vengono oscurati (in Italia sono omologati solo il lunotto e i cristalli posteriori) e, per quanto riguarda la fanaleria, i fari anteriori sono sostituiti con i fari angel eyes (stile BMV) o devil eyes (stile Audi), mentre i fanali posteriori si dividono tra fanali a led e fanali “lexus stile” (trasparenti con gemme colorate dentro); gli specchietti sportivi diventano spesso il prolungamento degli indicatori laterali di direzione. Si diramano da qui quattro differenti tipologie di tuning estetico: Japan, American, German e Spanish.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-4989 aligncenter" title="Dall'auto d'epoca al tuning - La meccanica come arte - Car Audio - Foto di Luca Torzolini" src="http://www.re-volver.it/wp-content/uploads/Dallauto-depoca-al-tuning-La-meccanica-come-arte-Car-Audio-Foto-di-Luca-Torzolini.jpg" alt="" width="551" height="367" /></p>
<p>Altri amano trasformare l'abitacolo dell'autovettura in veri e propri shuttle: vengono istallati volanti e pedaliere grintose, gradassi pomelli del cambio e impugnature del freno a mano fuori dal comune, sedili ergonomici ed avvolgenti o sportivi, rivestimenti in costose pelli di prima scelta, bottoni aeronautici per azionare il propulsore della macchina, illuminazione interna ed esterna e infine il fantascientifico pulsante del protossido d'azoto (nos) per aumentare le prestazioni del propulsore.<br />
L'illuminazione è un aspetto che coinvolge l'esterno e l'interno del veicolo: all'esterno sono istallati neon, led e luci stroboscopiche sotto le minigonne dell'auto (alcuni li dispongono anche sui passaruota dell'autovettura); all'interno sono istallati neon e led ad alta luminescenza, tali da trasformare le vetture in vere e proprie lampadine mobili.<br />
Poi si passa ad un tuning basato sulla sostituzione e aggiunta di parti meccaniche del motore: kit ad aspirazione diretta con coni sportivi, scarichi liberi e rumorosi, prestante nos, pompa del carburante e iniettori maggiorati, centraline mappate. Alcuni preferiscono eseguire direttamente la sostituzione per intero del motore originale con uno della sua serie con prestazioni maggiorate. Sia nel caso di tuning estetico che motoristico c'è l'istallazione di strumenti aggiuntivi nell'abitacolo della vettura che indicano al conducente il rapporto benzina-aria (stechiometro), la pressione della benzina e dell'olio e il voltmetro per misurare e tenere sotto controllo il voltaggio della batteria.<br />
Il quarto ed ultimo tipo di tuning è quello del car-audio: sono sostituiti i componenti dell'impianto HiFi e la sorgente (l'autoradio), sono utilizzati cablaggi con connettori in oro, sono create tasche per contenere altoparlanti più potenti degli originali catalizzati grazie ad amplificatori che ne aumentano i decibel di output; nel baule è istallato il subwoofer al quale è affidato l'ingrato compito di generare i bassi e diffonderli all'interno. Il car-audio si divide prettamente in tre categorie: impianti da SQL (Sound Quality); impianti da Dee Jay (vere e proprie discoteche nomadi); SPL (Sound Pressure Level), per il quale ci sono vere e proprie gare a livello nazionale e internazionale, in cui viene issato sul parabrezza un misuratore chiamato term-lab, capace di misurare il livello di pressione sonora. Si arriva spesso al limite con scene filmiche di rottura del vetro e oscillazione delle fiancate dell'autovettura.<br />
Spesso sminuito dall'immagine che ne danno i film commerciali di quest'epoca, il tuning viene ridotto alla trasformazione di queste macchine in bolidi aerodinamici, modellati per la velocità in tutti i suoi componenti. Ed è pur vero che nel tuning che si può definire "capitalistico" questo paradigma venga preso a modello dai film americani. Ma dietro lo scenario di queste vernici scintillanti e nos, scevro dalle possibilità economiche del fratello, si sviluppa quello che potremmo definire il tuning “comunista”.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-4990 aligncenter" title="Dall'auto d'epoca al tuning - La meccanica come arte - Foto di Marino Chiarelli 3" src="http://www.re-volver.it/wp-content/uploads/Dallauto-depoca-al-tuning-La-meccanica-come-arte-Foto-di-Marino-Chiarelli-3.jpg" alt="" width="551" height="367" /></p>
<p>Visitando luoghi come Bombay, L’Avana, Bangkok, Kathmandu, è facile osservare mirabili esempi di manipolazione meccanica su comuni mezzi di trasporto: biciclette su cui è impiantato, lateralmente alla ruota, il motore di una lavatrice che permette di raggiungere i 40 km/h; carri trainati da buoi su cui è impiantato l’abitacolo di un piccolo camion; vecchie Ape usate come taxi, in cui il vano posteriore è stato adattato tramite l’innesto di due panche laterali e un piccolo tettuccio per riparare i clienti dal sole e dalla pioggia; sidecar fusi l’uno all’altro a formare un trenino che ha come capotreno un dromedario gagliardo; zattere con le ruote che navigano sull’asfalto grazie all’ausilio della parte motrice di giganteschi tagliaerba.<br />
E poi, come se ciò non bastasse, l’estro umano continua a cimentarsi nell’ideazione di stravaganti e irripetibili mezzi di trasporto sia come passatempo, sia come trovate pubblicitarie. Se già ora digitando sul net “strane autovetture” possiamo ammirare divani da passeggio, yatch-limousine, tacchi a spillo a vapore e sigarette a due ruote, forse nei tempi a venire Hanna &amp; Barbera saranno ricordati come i precursori della “custumizzazione fantameccanica, possibile solo nei migliori autosaloni!”.</p>
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		<title>Le chiavi  Le unità basilari di uno stile</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L’addestramento corretto aumenterà sempre più la produzione del Qi e l’intenzione (YI) lo direzionerà in tutto il corpo o dove si vuole sprigionare la forza, colpo o parata che sia. Alla base di tutto questo processo deve assolutamente esserci la “presenza”, la capacità di essere consapevole, che permette di mettersi nella condizione di attrarre e produrre il massimo dell’energia.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">di Luigino Iobbi</p>
<p style="text-align: right;">
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-2952" title="LIN YAN SHENG Lao She" src="http://www.re-volver.it/wp-content/uploads/LIN-YAN-SHENG-Lao-She.jpg" alt="" width="420" height="293" /><em>La permanenza in Italia della Maestra <strong>Lin Yan Sheng</strong>, che da Qingdao, Cina, è venuta in Italia per far conoscere agli allievi della scuola di arti marziali del Maestro <strong>Iobbi</strong> lo stile di Taiji Quan della Famiglia <strong>Chen</strong> (<span style="background-color: #000000;"><a href="http://www.luiginoiobbi.com">www.luiginoiobbi.com</a></span>), ha segnato l’inizio di un nuovo capitolo nelle arti marziali, che porta sempre più alla rivelazione di quelle nozioni su queste arti, rimaste nell’oblio della cultura cinese per migliaia di anni. L’evento, più unico che raro, è stato reso possibile dall’intermediazione del Maestro <strong>Angelo D’Aria</strong> (<span style="background-color: #000000;"><a href="http://www.angelodaria.com">www.angelodaria.com</a></span>), di cui il maestro Iobbi è allievo. </em>Lin Yan Sheng Lao She è nata nel 1956, nella regione dello Shandong, a Qingdao, una stupenda città situata sulla costa nord-orientale della Cina, affacciata sull’oceano Pacifico, e che oggi conta più di dodici milioni di abitanti. La maestra Lin ha cominciato a studiare Wu- Shu Chang Quan e Taiji Quan all’età di sei anni, pertanto pratica da più di 47 anni, ma nel corso della sua vita si è esercitata anche in molti altri sottostili di Kung-Fu cinese. In gioventù e fino al 2005 la maestra Lin ha partecipato a molte competizioni nazionali cinesi e internazionali, vincendo molte medaglie d’oro e il titolo di campionessa di Taiji stile Chen. Nel 1990 è divenuta allieva del gran maestro <strong>Chen Zheng Lei</strong>, depositario dei segreti del Taiji Quan della famiglia Chen, che ha diffuso e reso famoso questo stile in tutto il mondo. Il maestro Chen Zheng Lei è stato eletto uno dei tredici gran maestri di Taiji in Cina ed è uno dei quattro guerrieri guardiani di Buddha (BUDDHAS’ WARRIOR ATTENDANTS).</p>
<p>* Le origini dello Stile Chen risalgono al XIV secolo, ma fino al XIX la sua storia coincide esattamente con quella di tutto il Taiji (sic!) in generale, in quanto fino a quell’epoca non esistevano altri stili. Lo stile Chen è nato in un villaggio denominato ancora oggi Chen Jia Gou, che porta appunto il nome stesso della famiglia, infatti letteralmente significa “la fattoria della famiglia Chen”. Chen Jia Gou si trova a 100 km dalla montagna di Shaolin (Cun), nella provincia di Henan, nel centro della Cina. È interessante notare che anticamente il Taiji non era assolutamente una semplice ginnastica per le articolazioni o per favorire il rilassamento, ma un’arte basata sul duro addestramento e sul combattimento, esattamente come poteva essere il Gong-Fu (sic!). I membri della famiglia Chen svolgevano anche mansioni quali guardie del corpo di persone facoltose e ricche, quindi stiamo parlando di un’arte marziale vera e propria, praticata solo da uomini. Il fondatore dello stile, <strong>Chen Wang Ting</strong> (IX generazione della Famiglia Chen - XVII secolo) era un guerriero professionista a tutti gli effetti, nonché maestro di arti marziali (Wu Shu). Chen Wang Ting ereditò tutte le conoscenze marziali della famiglia e, per la prima volta, le codificò in uno stile. Con il suo lavoro si gettarono le basi dell’attuale Taiji Chen. Prima di lui il Taiji della famiglia Chen - sempre tramandato a membri della famiglia, quasi sempre di padre in figlio - non aveva mai assunto una struttura codificata. Egli creò varie forme anche con le armi e riuscì a combinare definitivamente l’arte marziale con le pratiche taoiste per l’energia interna, basando lo sviluppo della forza non solo sul lavoro muscolare, ma anche sulla forza dell’intenzione e sulla capacità della mente di veicolare il Qi. Nel XIX secolo alla XIV generazione della famiglia troviamo un’altra <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-2961" title="sport - arti marziali - le chiavi" src="http://www.re-volver.it/wp-content/uploads/sport-arti-marziali-le-chiavi.jpg" alt="" width="244" height="510" />figura importantissima nell’evoluzione di questo stile. il maestro <strong>Chen Chang Xin</strong>. Egli codificò quello che oggi è definito “stile vecchio”, composto da due forme:</p>
<p>LAO JIA YI LU – forma 74</p>
<p>LAO JIA ER LU – forma 41</p>
<p>Fu il primo dopo Chen Wang Ting a riordinare lo stile in modo da lasciargli l’impronta conservata fino ai giorni nostri. Chang Xin è diventato famoso anche per essere stato il maestro di <strong>Yang Lu Chan</strong>, che ha dato vita allo stile di Taiji Quan stile Yang, oggi famoso in tutto il mondo. Ripercorrendo velocemente le tappe più importanti della storia della famiglia Chen, arriviamo al maestro <strong>Chen Fa Ke</strong>, che nel 1928 codificò la versione semplificata dello stile Chen, denominata oggi “stile nuovo”:</p>
<p>XIN JIA YI LU – forma 83</p>
<p>XIN JIA ER LU – forma 60</p>
<p>Queste due forme sono anche chiamate Ti Gao Jia (struttura migliorata). È grazie a Chen Fa Ke che lo stile Chen si diffuse in tutta la Cina. Infatti egli ebbe un numero elevatissimo di allievi in tutto il territorio cinese, partecipò e vinse vari tornei, guadagnandosi il titolo di grande combattente. Uno dei migliori allievi di Chen Fa Ke fu <strong>Chen Zhao Pei</strong>; siamo giunti alla XVIII generazione , ventesimo secolo (data della morte di Zhao Pei nel 1972). Grazie al suo lavoro e alla preparazione di quattro formidabili discepoli, oggi lo stile Chen è diffuso in tutto il mondo. I 4 discepoli, oggi riconosciuti come grandi maestri erano: <strong>Chen Xiao Wang</strong>, <strong>Chen Zheng Lei</strong>, <strong>Wang Xian</strong> e <strong>Zhu Tiancai</strong>. Oggi la Maestra Lin Yan Sheng è discepola diretta di Chen Zheng Lei, responsabile della Qingdao Chen Taiji Quan Association e direttore tecnico della Qingdao Wu-Shu Sports Association. Considerata una dei massimi esperti mondiali, è Chen Taiji Quan 6°Duan nonché arbitro di livello internazionale.</p>
<p>Il suo grado di maestra di prima categoria è stato riconosciuto anche dal Ministero dello Sport cinese.</p>
<p>La maestra Lin, inoltre, svolge la sua attività d’insegnamento collaborando con alcuni centri medici e case di cura della regione, in cui la pratica del Taiji è inserita nelle terapie delle persone anziane. Oggi ha centinaia di allievi a Qingdao, in Giappone, in Australia e ora anche in Italia.</p>
<p>Fondamentale è stato l’apporto della maestra Lin per chiarire alcuni concetti, ancora avvolti nella confusione, alimentata da una scorretta pubblicità per conferire al Taiji quell’alone di mistero per renderlo ancora più prezioso. Lin Lao She è stata molto chiara circa l’uso del Qi nell’arte del Taiji. Infatti, se analizziamo gli ideogrammi utilizzati per scrivere in cinese la parola “QI GONG”, ne vengono fuori quattro:</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-2950" title="QI  ideogr" src="http://www.re-volver.it/wp-content/uploads/QI-ideogr1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-2951" title="GONG ideogr" src="http://www.re-volver.it/wp-content/uploads/GONG-ideogr-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>MI - che significa “riso” (quindi una corretta alimentazione)</p>
<p>CHI - che può significare “respirare energia cosmica”, o semplicemente “mangiare”</p>
<p>GONG - che significa “lavoro”, “addestramento”</p>
<p>LI - “potenza” In altre parole “potenza acquisita con il mangiare, respirare, lavoro” (addestramento).</p>
<p>Il Qi all’interno dell’organismo è prodotto principalmente dall’inspirazione dell’aria e dal consumo del cibo. L’addestramento corretto aumenterà sempre più la produzione del Qi e l’intenzione (YI) lo direzionerà in tutto il corpo o dove si vuole sprigionare la forza, colpo o parata che sia. Alla base di tutto questo processo deve assolutamente esserci la “presenza”, la capacità di essere consapevole, che permette di mettersi nella condizione di attrarre e produrre il massimo dell’energia. Un movimento consapevole produrrà molto più che un movimento senza attenzione! In ogni caso, però, tutto questo sarà inutile se il corpo non sarà posizionato nella giusta direzione e nella giusta postura. La maestra Lin insegna che ogni singola parte del corpo (le mani, le gambe, il tronco, le braccia) devono muoversi nella giusta direzione e nel giusto tempo e allora grande sarà la potenza che si sprigionerà (JIN). Ecco che entrano in gioco le unità basilari dello stile: le “chiavi”. Contattare, stendere, schiacciare, spingere, intrappolare, appoggiare, ovvero BENG, LU, JI, LIE, KAO, ecc. caratterizzano ogni singolo movimento dandone una spiegazione realistica. Ed ecco che dietro a movimenti leggeri, fluidi, quasi inconsistenti si nascondono leve, intrappolamenti, colpi micidiali. La maestra Lin insiste nello studio di queste unità basilari, altrimenti l’interpretazione dei movimenti sarà sempre superficiale. In pratica, è come voler imparare a scrivere parole senza studiare le lettere dell’alfabeto. Alla luce di quanto descritto, se pensiamo che ogni singolo movimento può e deve essere scisso nelle sue singole parti per poter essere studiato, possiamo capire quando la maestra Lin dice che è necessario addestrarsi ogni giorno e per anni prima di poter padroneggiare realmente il Taiji.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-2960" title="Lin Lao She con i migliori maestri di arti marziali di Qingdao" src="http://www.re-volver.it/wp-content/uploads/Lin-Lao-She-con-i-migliori-maestri-di-arti-marziali-di-Qingdao3.jpg" alt="" width="300" height="199" /></p>
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		<title>Tang Lang Quan</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ltorzolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il Tang Lang Quan (boxe mantide religiosa) è uno dei 4 stili più famosi della Cina del nord e negli ultimi vent’anni si è diffuso in tutto il mondo. Oggi si contano più di 13 stili di Tang Lang Quan ma i più antichi e completi sono: Qi Xing (sette stelle), Liu He (sei armonie), Mei Hua (fior di prugno), Taiji (estrema).]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">di Luigino Iobbi</p>
<p style="text-align: right;">foto di Marco Milanesi e Antonio Iannuzzo</p>
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: right;">
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-2180 alignleft" title="Tang Lang Quan" src="http://www.re-volver.it/wp-content/uploads/Tang-Lang-Quan-300x200.jpg" alt="" width="274" height="182" /></p>
<p>Il Tang Lang Quan (boxe mantide religiosa) è uno dei 4 stili più famosi della Cina del nord e negli ultimi vent’anni si è diffuso in tutto il mondo.  Oggi si contano più di 13 stili di Tang Lang Quan ma i più antichi e completi sono: Qi Xing (sette stelle), Liu He (sei armonie), Mei Hua (fior di prugno), Taiji (estrema). Dei quattro stili quello che gode di più popolarità è senza dubbio il Qi Xing Tang Lang (mantide religiosa sette stelle). E’ interessante notare come il nome si riallacci alla costellazione dell’orsa maggiore, e precisamente al Grande Carro formato appunto da 7 stelle, e che le sette stelle del Qi Xing Tang Lang Gong-Fu (sic!) corrispondono alle 7 armi principali del  corpo umano:</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">TOU                        TESTA<br />
JIAN                         SPALLA<br />
CHUI                       PUGNO<br />
ZHOU                      GOMITO<br />
KUA                          ANCA<br />
XI                      GINOCCHIO<br />
JIAO    (ZU)                  PIEDE</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Inoltre, se analizziamo la caratteristica della posizione delle 7 stelle del Grande Carro, esse corrispondono esattamente ad  alcune posizioni base che si usano nelle forme del Qi Xing Tang Lang.<br />
Il Kung-Fu della mantide religiosa sette stelle è uno stile completo che usa tecniche di lunga, media e corta distanza e corpo a corpo, caratterizzate da varianti di calci, pugni, palmi, gomitate, ginocchiate, leve e proiezioni. Possiamo affermare con certezza che è uno degli stili più completi che siano mai stati creati in Cina. Le tecniche più famose sono quelle che mirano a spezzare gli arti del nemico, imitando la capacità predatrice della mantide nel mondo animale: paziente, veloce e spietata.<br />
Il Tang Lang Quan è completo: oltre alle tecniche a mani nude, studia anche l'uso delle antiche armi bianche cinesi; le principali sono:</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p style="text-align: center;">SPADA                                          JIAN<br />
BASTONE                                       GUN<br />
LANCIA                                         QIANG<br />
SCIABOLA                                          DAN DAO<br />
ALABARDA DEL GENERALE KUAN     KUAN JIANGJUN DA DAO<br />
BASTONE TRE PEZZI                   HU WEI SAN JIE GUN<br />
ALABARDA SHAOLIN                            SHAOLIN DA DAO<br />
DOPPIA SCIABOLA                      LIU HE  SHUANG DAO<br />
DOPPIA SPADA                      LIANHUAN SHUANG JIAN<br />
SCIABOLA CONTRO SCIABOLA       DAN DAO DUI DAN DAO<br />
SPADA CONTRO SPADA                           JIAN DUI JIAN<br />
DOPPIA SCIABOLA CONTRO LANCIA    SHUANG DAO DUI QIANG<br />
BASTONE CONTRO LANCIA                     GUN DUI QIANG</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-2181" title="Tang Lang Quan 1" src="http://www.re-volver.it/wp-content/uploads/Tang-Lang-Quan-1-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" />L'ideatore di questo stile fu il monaco Shaolin Wang Lang nato nel 1610 e morto nel 1710 nel Monastero Hua Yan Si tra le montagne Laoshan sulla costa nord orientale cinese che si affaccia sull'oceano Pacifico vicino  alla stupenda città di Qingdao che oggi conta piu di 12.000.000 di abitanti. In questo monastero nel 1660 il monaco Wang Lang (conosciuto anche con il nome Yu Qi) creò il Tang Lang quan. Quest’ uomo, prima di diventare monaco Shaolin, era un esperto spadaccino. Grande cultore di Gong Fu costretto a viaggiare e a sfuggire ai Manchu (intorno al 1640) visitò e attraversò numerose località della Cina, studiando e imparando vari stili di Gong Fu da maestri diversi che in qualche modo avevano dimostrato di avere conoscenze tecniche a lui sconosciute. Ebbe così modo di arricchire la sua maestria. Ma lo studio delle caratteristiche motorie e di combattimento della mantide religiosa e del Gibbone bianco fecero si che il Gong Fu di Wang Lang divenisse uno dei più completi ed efficaci al mondo.<br />
Come tutte le arti cinesi esse si trasmettevano da maestro a discepolo e l’arte veniva custodita gelosamente, protetta contro gente incompetente o che ne avrebbe fatto uso improprio. I successori di Wang Lang arricchirono e soprattutto perfezionarono  questo stile ulteriormente, creando una vera e propria generazione di maestri. La trasmissione dell’arte era fatta con il duro lavoro psicofisico ma anche grazie a dei libri scritti a mano dove erano trascritte tutte le tecniche e i principi teorici, ancora oggi esistenti.</p>
<p>Negli ultimi cento anni però, il Qi Xing Tang Lang Quan è divenuto di massa poiché lo scopo era la diffusione in tutta la Cina all’inizio, e poi in tutto il mondo. Ma in questa evoluzione qualcuno direttamente collegato all’antica genealogia di maestri e possessore di quegli antichi manoscritti, continua la sua opera di custode dell’arte, proteggendola dalla perdita di quella tradizione che lo differenzia da tutte le altre Scuole.<br />
Uno di questi, sicuramente tra i migliori, è il maestro Chen Le Ping:</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p style="text-align: center;">WANG LAN    WONG LONG ( IL FONDATORE )<br />
1  SHEN XIAO DAO REN<br />
2 LI SAN JIAN<br />
3 WANG RONG SHENG<br />
4 FAN XU DONG<br />
5 LIN JING SHAN<br />
6   HU RONG FU<br />
7 LI ZHAN YUAN<br />
8  CHEN LE PING<br />
9  D’ARIA ANGELO    (AN JI LU)</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p>Unico custode di un’arte antica e ricca di tradizioni marziali e mediche, il maestro Angelo D’aria si propone di diffondere quest’arte in Italia e in tutto il mondo, senza però perdere l’antica disciplina che vedeva il Gong Fu non solo come sport, ma come un vero e proprio sistema di vita.</p>
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