<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>The Special Adventures of Luca Torzolini and Hanry Menphis - Holy Cult</title>
	<atom:link href="https://www.holycult.com/category/holy-eye/holyeye-rubriche/holyeye-rubriche-the-special-adventures-of-luca-torzolini-and-hanry-menphis/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.holycult.com</link>
	<description>Il portale Cult dell&#039;Arte, del Business e della Scienza</description>
	<lastBuildDate>Wed, 08 Apr 2020 19:25:11 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.holycult.com/wp-content/uploads/2021/12/cropped-Holy-Cult-Logo-Trasparente-32x32.png</url>
	<title>The Special Adventures of Luca Torzolini and Hanry Menphis - Holy Cult</title>
	<link>https://www.holycult.com</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>The special adventures of Luca Torzolini and Hanry Menphis  La Rubrica</title>
		<link>https://www.holycult.com/the-special-adventures-of-luca-torzolini-and-hanry-menphis-la-rubrica/</link>
					<comments>https://www.holycult.com/the-special-adventures-of-luca-torzolini-and-hanry-menphis-la-rubrica/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[ltorzolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Holy Eye]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[The Special Adventures of Luca Torzolini and Hanry Menphis]]></category>
		<category><![CDATA[gurdjieff]]></category>
		<category><![CDATA[Hanry Menphis]]></category>
		<category><![CDATA[happy tree friends]]></category>
		<category><![CDATA[ketamina]]></category>
		<category><![CDATA[la rubrica]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Torzolini]]></category>
		<category><![CDATA[mdma]]></category>
		<category><![CDATA[monty python]]></category>
		<category><![CDATA[Pasolini]]></category>
		<category><![CDATA[popper]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[rubrica]]></category>
		<category><![CDATA[special adventures]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Tassoni]]></category>
		<category><![CDATA[the special adventures of luca torzolini and hanry menphis]]></category>
		<category><![CDATA[watislava]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.holycult.com/the-special-adventures-of-luca-torzolini-and-hanry-menphis-la-rubrica/</guid>

					<description><![CDATA[Quella sera eravamo strafatti di Ketamina e MDMA, io e Menphis. Era la sera adatta per l’invenzione di una nuova rubrica. - Cosa serve per scrivere una rubrica? - chiese Hanry Menphis. - Non so, forse alcol. Vuoi dell’alcol? - risposi. Sapevo già che avrebbe accettato e gliene versai. Poi mi misi a sedere sulla grande poltrona di giaguaro.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quella sera eravamo strafatti di Ketamina e MDMA, io e Menphis. Era la sera adatta per l’invenzione di una nuova rubrica. - Cosa serve per scrivere una rubrica? - chiese Hanry Menphis. - Non so, forse alcol. Vuoi dell’alcol? - risposi. Sapevo già che avrebbe accettato e gliene versai. Poi mi misi a sedere sulla grande poltrona di giaguaro. - Sai Menphis, in questo periodo le storie mi escono dalle dita come se dovessi pisciare. Sono delle vescicone piene di piscio con forti problemi di ritenzione. Menphis rimase in piedi, con il suo bicchiere in mano - Ti capisco Luca, a volte ho la sensazione che il mio cervello sia troppo grande per il cranio. Sento la corteccia cerebrale premere prepotentemente sulla ossa. Forse sto diventando un dobermann. I due continuarono a parlare e la storia d’un colpo passò ad essere narrata in terza persona: le trame, signori miei, non accettano di farsi calpestare dall’ordinario. Allorché, mentre i due sorseggiavano alcol e la notte passava, una creatura astratta prendeva vita: la rubrica. E lei non riusciva a sopportare l’ignorante voce con cui il primo si rivolgeva all’altro, ancora più ignorante . Ma era nata dal loro bisogno di parlare di qualcosa, di qualsiasi cosa, purché riempisse quel dannato silenzio. Era una rubrica che non esprimeva alcun concetto, quasi a volersi dire sopra le parti. Ma in effetti sentiva un profondo e viscerale disagio per la sua inutile esistenza. Rubrica senza senso, almeno apparentemente simile al resto della popolazione, ma cosciente della mentalità comune che l’avrebbe connotata come rifiuto. Decise di suicidarsi. Il difficile stava nel trovare un modo. Poteva sperare che i due, risvegliandosi il giorno dopo, si rendessero conto della cazzata che avevano fatto. Ma il giorno dopo prevedeva un equivalente dosaggio di MDMA e Ketamina. Sarebbe rimasta in vita, reduce di cicatrici cerebrali di due venticinquenni che non accettavano la realtà. Troppo banale, sarebbe troppo banale ridurre la sua infinita superficialità a del semplice “troppo banale”. Troppo umana. E allora che senso aveva tendere alla perfezione per sapersi alla fine comunque incompleti? Che senso aveva laurearsi in economia per poi non vedere neanche un soldo? Non aveva senso cercare un senso fittizio se alla fine della giornata la morte sarebbe venuta lo stesso, travestita da preoccupazioni per il giorno seguente, mentre della Marlboro non sarebbe rimasto che il filtro, e il catrame nei polmoni sarebbe stato sempre più forte di qualsiasi menzogna si potesse usare per giustificarlo. Così i due decisero di non cercarlo, quel senso; di non inventare un’arte che si arrogasse il diritto di spiegare tutto, ma limitarsi a passare il tempo, scrivere per riempire quel grasso disagio interiore, figlio del terzo millennio. Hanry Menphis e Luca Torzolini alternavano letture di elevatissimo spessore a cose totalmente demenziali, Popper ai Monty Python, Happy Tree Friends a Pasolini. Quindi cosa poteva fare la loro creatura? Le sembrava impossibile abituarsi all’idea di quella vita, trascorsa tra l’essere un abominio dell’editoria e la rubrica preferita di tanti imbecilli. All’improvviso, nell’affermazione di uno dei due su un certo Gurdjieff, prese la direzione della rubrica esoterica. Ma ad un chiasmo romantico recitato dall’altro si sentì subito sturmunddranghiana. Il lungo silenzio a venire le tolse di dosso il grande fardello: i due stavano pensando ora ad ammucchiate selvagge; ognuno nella propria testa scopava un numero indecifrato di ragazze mulatte, asiatiche, caucasiche. Prendendo esempio dalla facoltà femminile di sincronizzare il giorno del mestruo con le donne con cui si convive, le menti funamboliche dei due scrittori si diressero verso il medesimo punto, al centro di quell’orgiastico universo, per incontrare la stessa fanciulla. Una telepatia sincronica l’incollò per sette minuti e quaranta all’identico, infimo pensiero sconcio: la presero, Juliette, 21 anni, la presero e legarono il suo corpo al letto. Lei protestava, impotente, mentre i due indossavano i loro abiti di scena. Luca Torzolini , da carismatico Zorro , cavalcava la puledra imbizzarrita e, con grevi colpi di fianco, assestava potenti penetrazioni nel foro anale. Hanry Menphis, alias Aquaman, esplorava ogni condotto fino a sverginare anche il foro lacrimale. All’unisono vennero con urla e gesta inconsulte sul corpo esanime di colei che - nonostante fossero fatti come muli - avrebbero ricordato per sempre. La fantasia finì. La realtà, in tuta mimetica e berretto verde, li attendeva pronta all’agguato. - Oh, ma questa rubrica? - disse Torzolini. - Alcol, serve alcol! - rispose Menphis. E i due se ne versarono ancora. La rubrica era rediviva, come un vampiro risvegliato da un lungo torpore, e si stava avviando con profondo disagio verso le strazianti rotte della rubrica a tema. Nulla di più inquietante poteva capitare, dalla sua nascita, ad un rubrica. Etichettata, identificata in un pericoloso modello che riproponeva di volta in volta lo stesso schema esplicativo per narrare aneddoti di Rimbaud, Diogene o chiunque altro, o per intersecare fra loro periodi storici e correnti artistiche , facendo ciò che alla fine dei conti può essere letto come un semplice sproloquio soggettivo senza alcuna attinenza con la realtà. - Si potrebbe chiamare “Ma chi sono io per fare una recensione critica su un quadro?”. - disse Torzolini. - Sì - rispose Menphis - in realtà parliamo solo del pittore e del suo escursus artistico, senza scrivere nulla sul dipinto. -</p>
<p>- Esatto - si esaltò Luca mentre stappava altre due bottiglie di alcol - e concludiamo ogni volta la rubrica scrivendo “All’interpretazione del quadro, a questo punto, pensateci voi”... Bene, visto che è un’idea figa lasciamola per un’altra Racconti di Luca Tor zolini e Hanr y Menp his rubrica. Adesso pensiamo a questa. - continuò Torzolini, che frettolosamente si dirigeva verso il bagno per vomitare. Hanry Menphis, rimasto solo, contemplava con avidità la luce scarna della lampada da cucina, affezionato all’arcaico impulso elettrico che dominava un tempo le scimmie nel circo dei fratelli Watislava. Di colpo si destò dal suolo l’editor, che ore prima era stramazzato a terra a causa di una sfida leggendaria: tracannare una damigiana di vino rosso non fermentato, da due litri e mezzo. Tassoni Stefano, questo era il suo nome, cominciò da subito a sparlare della rubrica in modo saccente e viperino. - La rubrica sarà sulla storia culturale dell’Italia centromeridionale! O no, meglio ancora, sarà invece sulle disquisizioni sopra i Paralipomeni della Batracomiomachia!! - Dopodiché perse di nuovo i sensi. Era l’unico acculturato del gruppo. Poverino, avrebbe fatto una brutta fine. Loro là a cercare di sbarcare il lunario con la rivista più cazzona della storia editoriale italiana e lui imprigionato con loro, in quella litote d’impertinenza che mitragliavamo contro il genere umano. Eppure nel frattempo qualcuno prendeva appunti, là, nell’angolo della stanza. Una donna saggia senza età scriveva senza sosta le lettere che ora v’imbocca a viva forza senza le giuste precauzioni. Più tardi sarebbe morta, per non avervi fatto usare il preservativo. Hanry Menphis e Luca Torzolini l’avrebbero seppellita in giardino, scrivendo sulla sua lapide:</p>
<p>“FANTASIA, NATA IL 00/00/00, MORTA IL 21/05/10”</p>
<p>Sarà difficile senza lei creare,<br />
cercare motivazioni scomposte<br />
che le vostre proposte<br />
potessero stupire.<br />
Magari andare avanti di poesia,<br />
purché non rubino a vossia<br />
talento e grazia.<br />
L’artista ipocrita ringrazia<br />
e s’inginocchia umile ma sapiente<br />
al vostro dio penitente<br />
che presto invecchiare v’ha fatto<br />
con “l’identico” a contratto.<br />
A tempo indeterminato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A quel punto le idee stavano per finire. Nelle menti dei due scavava con forza il proprio rifugio Il Grande Vuoto. Presi dalla scintilla dell’ultimo impulso vitale, due neuroni sull’orlo del collasso incrociarono i propri assoni per dare un senso al finale. - Quale credi sia l’unico modo in cui una rubrica possa suicidarsi? - chiese Hanry Menphis. Torzolini rispose - trasformandosi in un semplice racconto - poi si alzò e se ne andò da casa dell’amico, portandosi via le sue buste piene di piscio</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.holycult.com/the-special-adventures-of-luca-torzolini-and-hanry-menphis-la-rubrica/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>The special adventures of Luca Torzolini and Hanry Menphis  Horror Smack!</title>
		<link>https://www.holycult.com/the-special-adventures-of-luca-torzolini-and-hanry-menphis-horror-smack/</link>
					<comments>https://www.holycult.com/the-special-adventures-of-luca-torzolini-and-hanry-menphis-horror-smack/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[ltorzolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Holy Eye]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[The Special Adventures of Luca Torzolini and Hanry Menphis]]></category>
		<category><![CDATA[Hanry Menphis]]></category>
		<category><![CDATA[horror smack]]></category>
		<category><![CDATA[lamborghini]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Torzolini]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[special adventures]]></category>
		<category><![CDATA[the special adventures of luca torzolini and hanry menphis]]></category>
		<category><![CDATA[watislava]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.holycult.com/the-special-adventures-of-luca-torzolini-and-hanry-menphis-horror-smack/</guid>

					<description><![CDATA[Non troppo distante dalla terra un essere la osservava. Era verde, con le classiche antennine. Uno di quegl’alieni che parlano sempre di come conquistare altri pianeti. - Che ne dici, ci mischiamo in mezzo a loro? - disse ad un suo simile, seduto accanto a lui nella comoda astronave. L’altro alieno era più verde, come se la pigmentazione della pelle avesse fatto indigestione di bile.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non troppo distante dalla terra un essere la osservava. Era verde, con le classiche antennine. Uno di quegl’alieni che parlano sempre di come conquistare altri pianeti. - Che ne dici, ci mischiamo in mezzo a loro? - disse ad un suo simile, seduto accanto a lui nella comoda astronave. L’altro alieno era più verde, come se la pigmentazione della pelle avesse fatto indigestione di bile.</p>
<p>- Ma no, dai, lasciamo perdere -</p>
<p>- Ma sei pazzo?! Guarda che solo sulla terra puoi trovare della fresca Vodka Watislava! - I due esserini verdi si guardarono tra loro e dissero all’unisono - Vodka Watislava, la vodka che lo stomaco ti lava! -</p>
<p>- Stop, ciak buono! - disse il regista. La troupe cominciò a disfare la scenografia e le luci; gli alieni si tolsero le facce. Hanry Menphis era quello più verde. Quel mese i due non avevano trovato nulla di meglio. In fondo il lavoro era buono, la paga alta e l’esigenza di trovare dei soldi davvero esagerata. Luca Torzolini ed Hanry Menphis avevano speso tutto il compenso del lavoro precedente a puttane e alcol. Sembrava facessero a gara nel cercare sempre nuovi metodi idioti per sperperare i loro averi. - Che ci compriamo? - chiese Hanry Menphis. - Potremmo acquistare quella macchinetta fotografica gigante - rispose Torzolini - oltre all’alcol, ovviamente. -</p>
<p>- Mi piace! - Ribatté Menphis - Così grande da dover usare due mani per schiacciare il pulsante e scattare una foto - Andarono in uno di quei grandi centri commerciali, dove la gente trascorre i week-end a riempire le tasche degli altri. Cosicché i pezzenti restano sempre più pezzenti, con la casa piena di cose inutili. I due lo sapevano bene, Mazzarò era stato un idiota e loro non volevano portarsi dietro nemmeno un gallo. - Credi che il padrone di queste mura ci guardi dall’alto mentre spendiamo nei suoi negozi? - chiese Torzolini mentre cercava di comprare una commessa con 70 euro. - È probabile che abbia uno di quei teleschermi giganti da dove ci osserva, masturbandosi con entrambe le mani. Nel frattempo una sessantenne platinata gli porge di tanto in tanto una sputacchiera - rispose Menphis palpandosi il pene. Continuarono a camminare. Il primo, disinvolto, insisteva nell’importunare il personale femminile; il secondo, colto dalla sindrome dell’“Ok il prezzo è giusto”, conduceva insulsi discorsi con gli oggetti contrattando sul loro effettivo valore. Dopo due ore si ritrovarono nel reparto cosmetici e si consultarono nuovamente sulle possibilità di spesa. - Abbiamo 300 euro sonanti - disse Menphis. - T’immagini a vincere il superenalotto? Ottanta milioni di euro. Con un milione ci finanzio la rivista Re-volver. La facciamo uscire gratuita e senza pubblicità. Al posto del prezzo mettiamo il quoziente intellettivo che abbisogna per leggerla. Te la vedi la scena? Tutti a prendere Re-volver pensando di essere dei geni. Con tre milioni apro un megabar in un paese dell’entroterra abruzzese, solo per il gusto di osservare l’alone di tristezza di quella gente, una mandria di buoi che trangugia anacardi e sorseggia amari, dolci in confronto alle loro vite. Con il resto dei soldi ci finanziamo i film di quel regista indipendente, Mauro John Capece! - Si sapeva che questa era una lista totalmente fittizia. Ma loro credevano in quelle sparate senza meta, anche se in realtà, ad avere ottanta milioni di euro, si sarebbero giocati tutto a puttane e alcol. - Giochiamo al superenalotto! - ribatté Menphis esaltato. Si avvicinarono a lunghi passi al dipendente di uno di quei barettini da centro commerciale dove la gente finge di bere un caffè pur di incontrarsi. Dopo anni trascorsi all’interno di quelle strutture, inizi a riconoscere con pochi sguardi mirati quali fra quei figli di puttana che lavorano là dentro ti farà penare per trovare una tuta da sci, per illuminarti sulle caratteristiche di un portatile, per farti un cazzo di semplice caffè. Per loro sfortuna quel dipendente era uno di questi. - 300 euro di schedina dell’enalotto - disse Luca Torzolini. - 300 euro, ma sei matto? - esplose il dipendente - Con tutti quei soldi ci fai un viaggio in Marocco di una settimana, pesce pranzo e cena. -</p>
<p>- Non rompere il cazzo e gioca quella schedina! - lo interruppe Hanry Menphis.</p>
<p>- Con 300 euro affitti una Mercedes-Benz con cui rimorchiare fica per un week-end, facendo credere alle pollastrelle che il tuo portafoglio è rigonfio di denaro. Ti fanno una pompa e quando arrivano a esplorarti le tasche tirano fuori la targhetta dei pantaloni in affitto. -</p>
<p>I due si guardarono per alcuni secondi, poi si diressero verso l’uscita. Arrivati a un concessionario in cui affittano automobili Luca Torzolini esordì con uno dei venditori - una Lamborghini Murcielago, abbiamo 300 euro! - Il tizio porse le chiavi dicendo - riportatela entro un’ora - abituato a ragazzi testosteronici in cerca di potenti mezzi acchiappa-gnocca. Menphis e Torzolini si avviarono trotterellando verso la sgargiante autovettura. - Abbiamo un’ora per rimorchiare delle pollastrelle - disse Torzolini, con la voce che sembrava aver preso la tonalità caratteristica dei maniaci sessuali. - Sono le due di pomeriggio, le donne sono tutte a pranzare - rispose Menphis.</p>
<p>- Bene, sfondiamo una casa. Attraversiamo il muro con la macchina per metà, così da ricreare una scenografia classica da pub americano, dove la macchina è incastonata nella parete. -</p>
<p>- Dannazione, ci servirebbe una Cadillac per fare queste cose... -</p>
<p>- Vabbe’, allora sai che ti dico? Passiamo dalla fruttivendola a far vedere questo gioiello, poi dalla fornaia e infine davanti casa della mia ex. Appena vedrà questo macchinone si pentirà di avermi scaricato per Mimmo “Il Zozzo”. -</p>
<p>- Perché non passiamo da tua madre? È un sacco di tempo che voglio farmela... - Passò un’ora e il venditore tornò a reclamare le chiavi della macchina. I due non erano ancora partiti. - Ma che cazzo vuole! La macchina è nostra per un’ora dalla partenza… -</p>
<p>- Nessuno aveva parlato di partenza - rispose il venditore - era un’ora e basta, come si fa con le puttane. Anche se non consumi, paghi! -</p>
<p>- Brutto frocio di merda!!! Questa macchina è mia per un’ora ho detto! - a queste parole di Torzolini, i due si allacciarono le cinture iniziando a urlare insulti sconnessi. - Signori, mi costringete a chiamare la polizia. -</p>
<p>- Chiami chi cazzo le pare, noi da qui non usciamo - rispose Hanry Menphis guardandolo dallo specchietto. I carabinieri arrivarono e per un’ora il maresciallo non fece altro che pregare i due di venire fuori con le mani alzate. Ma Torzolini e Menphis continuavano a ripetere a voce alta: - Vogliamo un elicottero e dei passaporti falsi! - minacciando con un accendisigari i venti agenti fuori dalla macchina. L’auto s’accese d’un colpo come un grande mostro atavico dei teatri greci, che sembrava animarsi di forza empatica. Il pedale, in un crescendo di giri, stuzzicava il motore. La macchina sarebbe andata a finire contro quei carabinieri, che per una volta non si sarebbero trovati di fronte piccoli drogatelli con due canne in tasca, da accusare come se fossero il principale problema del mondo. Il maresciallo cambiò espressione, di colpo la sua faccia s’annerì di serietà brutale: diede l’ordine e i suoi bravi fecero fuoco. Un uragano di colpi investì la scintillante autovettura; in breve fu silenzio e canne fumanti e volti sbiancati. La portiera cigolò e poi cadde, riversa sul pavimento come Che Guevara, tradito e colpito sotto il cielo boliviano. Un rivolo di sangue scese dal sedile in pelle blu attraverso la carena e poi la gomma, fino a creare una pozza magnifica di metafore morenti. Poi, con un suono gommoso venne giù la faccia dell’alieno meno verde.</p>
<p style="text-align: center;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2807" title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" src="http://www.re-volver.it/wp-content/uploads/1152824_81937947-1024x768.jpg" alt="" width="430" height="323" /></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.holycult.com/the-special-adventures-of-luca-torzolini-and-hanry-menphis-horror-smack/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
