di Sara Ciambotti
Fuoco nella polvere è un romanzo uscito negli Stati Uniti nel 2001 e pubblicato, solo quest’anno, in Italia.
Tentare di attribuire un genere alle opere di Lansdale è un’impresa assai ardua, che raramente dà i frutti sperati. Uscirebbero generi quali lo splatter, il noir, il western, fantascienza, tutti attendibili ma non perfettamente calzanti.
Fuoco nella polvere parla di una compagnia circense, la Wild West Show, che si dirige con il suo zeppelin in Giappone per una missione diplomatica. L’America, infatti, sostiene economicamente gli armamenti giapponesi in cambio della cessione delle terre costiere. Ed il Wild West Show fa le veci degli Stati Uniti per reclamare ciò che gli spetta. A bordo ci sono: Wild Bill Hickock, Toro Seduto, Annie Oakley e Buffalo Bill Cody. O meglio, la sua testa.
In realtà il loro viaggio ha uno scopo ben meno nobile: rubare ai giapponesi il corpo di Frankenstein per studiarne il funzionamento e restituire al cacciatore un degno corpo.
Fuoco nella polvere è un vero e proprio valzer che ci guida tra i personaggi illustri della letteratura classica mondiale e ci fa vedere con disillusa chiarezza che anche i nostri miti sono in realtà uomini normali.
Una parodia che va dal Mago di Oz a La fattoria degli animali. Senza mai risultare pesante, anzi. Sfatando i luoghi comuni dei benpensanti e rincarando la dose per i più cinici.
Solamente Lansdale poteva provare a miscelare il mondo fantastico con la clonazione e tanto, tanto sangue. E solamente lui poteva riuscirci in maniera tanto magistrale.
di Giacomo Ioannisci
A volte capitano libri che vorresti ricominciare daccapo appena dopo averli finiti di leggere. La sottile linea scura di Joe R. Lansdale è uno di quei libri. Come ha scritto Niccolò Ammaniti: «Consiglierei ad un analfabeta di imparare a leggere solo per poter conoscere Lansdale». E sì, perché lo scrittore texano ha la profondità narrativa di un veterano dei grandi temi esistenziali, ma che affronta da sempre con una sottile ironia, amalgamando il tutto con uno stile senza eguali, fatto di esperienze autobiografiche, b-movie, letteratura pulp, noir e fantascientifica. Il suo Texas è un vero e proprio stato mentale. Con La sottile linea scura si esce dai suoi soliti romanzi polizieschi e dalle assurde avventure della trilogia del drive-in per lasciar spazio ad una storia di crescita e formazione, molto più vicina a Stand by me di Stephen King.
Dewmont, Texas Orientale. Stanley Mitchell è un ragazzino di tredici anni che vive con la sua famiglia dietro il grande schermo del drive-in gestito dal padre. Nell’afosa estate del 1958 camminando nel bosco s’imbatte nei resti di una casa andata a fuoco e sotto un cumulo di terra scopre una cassetta contenente delle lettere di una ragazza morta qualche anno prima di cui non si è mai chiarito il mistero. Con il suo fedele cane Nub, la sorella Callie e il nuovo amico Buster, il proiezionista di colore che lavora al drive-in, cercherà di far luce sulla vicenda, scoperchiando verità troppo grandi per la sua stessa età, varcando quella “sottile linea scura che separa i misteri delle tenebre dalla realtà”.