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Lucca comics 2008Se vi trovate nei pressi di Lucca durante l’ultimo week-end di ottobre, dovete stare molto attenti. Potreste imbattervi in Mazinga che vi prende per il collo e vi lancia dentro un padiglione. O in Ken il guerriero, che con la mossa di Hokuto Hyakuretsu Ken, vi trancia in mille pezzi e vi spedisce nell’area Games.
Si, perché nell’ultimo week-end di ottobre, a Lucca, si svolge una fiera speciale. La fiera di Lucca Comics and Games. Con un centinaio di migliaio di persone, centinaia di cosplayers e decine di manifestazioni, Lucca si trasforma in una mostruosa macchina di divertimento, in cui tutti, dai grandi ai piccoli, trovano ciò che cercano. I loro idoli.
Non c’è da stupirsi se ci si imbatte in un uomo in giacca e cravatta con sotto braccio le ali di Sailor Moon. O in un bambino che si muove sull’inconfondibile Rat-Mobile.
O se V (per Vendetta) vi sbatte dietro la schiena e vi chiede scusa.
Lucca Comics and Games è questo. E’ la fiera di fumetti più grande d’Italia che ammalia, stupisce e diverte.
Usciti dalla stazione, seguite la fiumana di gente e vi ritroverete all’interno delle mura della città. Nell’area Comics. Dove decine di padiglioni esplodono da Piazza San Michele a Piazza Napoleone. Da Piazza San Giusto a Piazza San Giovanni.
Migliaia di fumetti sono esposti sugli stand, lungo i vicoli di tutta la città. Così come magliette, action-figures, peluches e gadgets. Oggetti che si trasformano da inutili prendi polvere di tutto l’anno, ad unica ragione di vita.
Lucca comics 2008 2Il centro propulsore dell’area Comics è il padiglione Napoleone, nell’omonima piazza. Questo è il padiglione dei padiglioni, dove sono allocati gli editori italiani che presentano le nuove uscite e propongono le vecchie. Qui è possibile incontrare sceneggiatori e disegnatori, scambiare quattro chiacchiere e, perché no, mostrare i propri lavori.
Ed è proprio qui che i fans più accaniti sono disposti a fare ore di fila per conquistare uno sketch di Leo Ortolani o dei Paguri (Daniele Caluri ed Emiliano Pagani).
E non è impossibile incontrare un viso famoso. Magari un musicista, o uno scrittore, o un conduttore televisivo.
Come Ligabue, ad esempio. Che quest’anno ha presentato Chiedi alla Neve. Fumetto tratto dal suo ultimo libro. O Dario Argento che ha partecipato alla giuria del concorso Gran Guinigi. O Carlo Lucarelli, che, evitando la conferenza stampa del sabato mattina, si è presentato solo il pomeriggio, attirando allo stand della Star Comics centinaia di affezionati e facendo esaurire nel giro di pochi minuti tutti i numeri di Cornelio.
Uscendo dalle mura cittadine ed imboccando il viale alberato, si arriva ad un immenso capannone. Piantato, come ogni anno, in una vasca di fango. E’ la zona Games.
Lucca comics 2008 3Complici le piogge dei primi due giorni di fiera, il 2008 è stato un anno particolarmente nefasto per i seguaci dei giochi di ruolo.
Al contrario della sezione Comics, il Games è allestito sotto un unico, gigantesco capannone. Dove si dipanano stands dalle esigue dimensioni che offrono dadi, manuali, carte, giochi da tavola, draghi, fate, ninja ed action-figures.
Al centro dell’attenzione, quest’anno, ci sono stati due anniversari. Il ventennale del Fantacalcio ed i quindici anni di Magic the Gathering. Ed è proprio per quest’ultimo evento, che quest’anno è giunto in Italia il disegnatore di alcune delle carte da gioco più importanti: Mark Tedin.
Presente in fiera insieme all’amico illustratore Anson Maddocks, hanno distribuito decine di sketchs ad adulti e bambini, appassionati e curiosi.
Proseguendo la passeggiata nel padiglione, si arriva alla Cittadella: un luogo meno caotico dove poter incontrare e scambiare quattro chiacchiere con tutti i personaggi partoriti dalla letteratura fantasy. E respirare i dolci effluvi della cucina orientale e medievale.
In questa zona, ciotole di carta rossa strabordano dai cestini dell’immondizia e fanno inciampare chiunque cammini. Sono i Cupnoodles. Che contengono gli spaghettini giapponesi famosi in tutto il mondo, che si preparano in acqua bollente facendovi sciogliere gli aromi in bustina. Molto buoni, ma anche molto chimici.
Dalla Cittadella si accede direttamente all’uscita, dove coraggiosi e improvvisati guerrieri si affrontano in duelli all’ultimo respiro. E, nel caso si dovessero ferire con le spade di plastica, un’ambulanza è pronta a dar loro soccorso. La nostra passeggiata è finita. La fiera di Lucca Comics and Games è tutto questo. File da rispettare e caos a cui resistere. Tanto fango, tanta pioggia e tanto caldo. Divertimento, sorrisi e sorprese. Una città che in quattro giorni si trasforma in una cittadella, dove incontrare scrittori, sceneggiatori e disegni viventi. Dove vivere in un altro mondo. Un mondo parallelo, fatto di carta, chine ed inchiostri. Fatto di carne e di ossa.

Intervista a Leonardo OrtolaniLa locandina di Lucca Comics è stata mostrata per intero e non lascia spazio all’immaginazione. Leo Ortolani sarà uno dei maggiori ospiti dell’edizione 2008 di Lucca Comics and Games, insieme, ovviamente, ai robottoni di Ufo Robot. Che festeggiano il trentennale dalla comparsa su Rai2. Ma non perdiamo di vista la creaturina orecchiuta, perché Leo è sempre Leo, ma il ratto, beh… come si dice dalle nostre parti non si tosce!
Quindi veniamo a noi, undici domande undici, si parte!

Totem è stata una delle riviste più in voga degli anni 80-90. Parlaci della tua esperienza.
Totem è stata una delle prime opportunità di lavoro per me, grazie principalmente a Luca Boschi che ne era il direttore artistico e che mi stava aiutando come un maestro jedi nella via del fumetto!
Su questa rivista ho potuto sperimentare diverse cose, tra cui le strisce di Clan, le storie de Gli intaccabili e Le meraviglie della natura. E per la natura stessa della rivista, scanzonata e politicamente scorretta, come sceneggiatore potevo cavalcare su argomenti proibiti a normali case editrici! Per farvi capire, il cavallo era nudo.

Sei una delle punte del comics made in Italy, che d’altronde ha una ricca storia. Come mai secondo te i maestri del fumetto italiano non hanno lasciato sementi sul territorio?
Non è che le debba lasciare io, solo perché faccio Ortolani di cognome, eh? Però non ho capito la domanda…Se io sono qua, qualcuno deve pur avermi seminato, no?;)

Venerdì 12 è una catarsi delle tue sofferenze amorose? Parlaci della tua Bedelia.
Cioè…Ci ho messo anni di auto-analisi tramite il fumetto per curare le mie ferite e poi ve ne uscite con questa domanda? Maledetti! Tanto di Bedelie ce ne sono un sacco in giro, tutti ne abbiamo avuta una,  anche di sesso maschile (ma sono le più inquietanti) e parlarne riaprirebbe ferite nei cuori di tanti lettori…E voi NON volete questo, vero?!

Il cartone di Rat-man rispecchia l’idea che avevi in mente? Che ne pensa Cinzia? Ed infine, perché non si vede neanche un pene? Noi donne ci terremo molto che tu…
Rispondo all’ultima domanda. Non si vede il pene perché purtroppo avevano chiesto di metterci il mio. Io, entusiasta di ogni cosa ho aderito subito all’iniziativa, poi, quando hanno visto il materiale su cui lavorare, hanno deciso di toglierlo senza fare altri commenti. Ogni tanto però li sento che ridono. Il cartone animato rispecchia buona parte di quello che avevo in mente, ma non è semplice passare da un fumetto a un cartone animato, sono due mezzi diversi. Direi che per un esordiente totale come me non è andata male!

È vera la storia per la quale da bambino avevi un amico immaginario chiamato “Standing Stone”? Parlaci del calcare massiccio.
No, da bambino avevo un amico immaginario che lavorava per una multinazionale, quindi non c’era mai.

Hai una vaga idea di dove andare a parare sulle storie dell’eroe? E soprattutto vedremo mai il numero speciale Rat-man contro i Tecnocrati italiani? Intervista a Leonardo Ortolani 2
MAI, dico MAI mescolare i fumetti con la realtà! Infatti, io che nella realtà non ci vivo mai, so benissimo dove sto andando a parare, con Ratty, ma rivelarvelo vi riporterebbe alla realtà e vi ritrovereste con i tecnocrati italiani. Che, tra parentesi, che musica fanno?

Rat-man dovrebbe concludersi entro il 2014 con il numero 100. Non ti sei mai stancato di dedicarti solo a lui? Vorresti intraprendere nuovi progetti?
Progetti ne ho intrapresi tanti, anche non legati al fumetto, anche di vita personale…E sono quelli che mi impediscono di restare fisso su Rat-Man 24 ore su 24! E del resto, di stare con rat-man sarà difficile che mi stanchi, dopo quasi 20 anni!…Perché il 2009 sarà l’anno del ventennale della creazione di Rat-Man! Auguri!

Rat-man è l’eroe anti-eroe per eccellenza. Oltre a Batman, a quali altri eroi ti sei ispirato?
Più che a qualche eroe particolare, mi sono ispirato ad atmosfere “da supereroe”…in cui ho calato vicende tragicamente umane! E il mix è servito!

Ti sei mai trovato a fissare il foglio bianco, con la matita in mano, ad aspettare l’ispirazione? Accorgendoti che il tempo passava, e l’ispirazione pure?
L’ispirazione non è qualcosa che passa. Non per me, almeno. Ma il foglio bianco lo fisso sempre, ogni volta che inizio una storia, per decidere quale delle trecentoventi direzioni che mi si parano innanzi voglio prendere per raccontare una data storia.

Cosa ti senti di consigliare a tutti gli esordienti del mondo del fumetto italiano? Di fuggire all’estero?
L’estero è così lontano…Io consiglierei semplicemente di disegnare fumetti senza pensare alla pubblicazione. Fare fumetti deve essere un piacere, non un lavoro. E’ talmente faticoso che piuttosto converrebbe lavorare in un ufficio. Almeno alle 17 stacchi e tanti saluti a tutti! Se poi capita che le cose che disegnano piacciono e vengono pubblicate e il piacere coincide con il mestiere…Be’…Siete stati fortunati e non potrete più lamentarvi di niente per il resto dei vostri giorni.

Rat-man ti è mai servito per acchiappare?
A me no, ma a molti lettori sembra di sì. E poi si sposano!! Come diavolo fanno????

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