Il regista Flavio Sciolè terrà un seminario dal titolo ‘DELL'ANTITEATRO: libero teatro in libero stato’ il prossimo 27 Aprile 2018 alle ore 10,00 presso l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila. L’incontro sarà condotto dai proff. Marcello Gallucci e Carlo Nannicola, che introdurranno il volume di Sciolè ‘Libero Teatro In Libero Stato’, pubblicato dalla Holy Edit a fine 2017. Il libro raccoglie nove testi teatrali dell’autore scritti-portati in scena tra il 1993 ed il 2008. Tra gli altri sono presenti ‘Il Re è Pazzo’, ‘Bambole’, ‘Icaro Caro d’oro cosparso’, ‘Cerchi’ e ‘Psicosi atea'. Nella prefazione di 'Libero Teatro In Libero Stato', Graziano Graziani scrive: ” …sono però immagini in qualche modo rappresentative di un percorso artistico che si è edificato attorno ad alcuni rovelli come l’afasia, l’autolesionismo, il linguaggio spezzato, l’eloquioinceppato, l’assenza di un referente della rappresentazione – che non può neppure definirsi tale perché non “rappresenta” alcunché – il gusto per la frammentazione semantica, l’esplosione del senso, l’anarchia espressiva che però si esplicita dentro un rigore performativo che Sciolè chiama “antimacchina attoriale”. Perché in un teatro compiutamente ateo tutto è contestazione degli Dei del teatro, la scena si trasforma in antiscena, la drammaturgia in antidrammaturgia, il corpo che occupa il palco è quello di un antiattore, che segue i percorsi di un’antiregia e si muove all’interno di un’antiscenografia.”

Dichiara Sciolè: “Il volume pone un punto, cristallizza venticinque anni di antiteatro e di ricerca. La rivelazione del teatro credo consista nell'atto, nell'agire e, di seguito, nell'agire parlando. L'importante è che le parole abbiano senso o che, al contrario, lo perdano." Durante il seminario saranno proiettati i video: La Natura è morta, Kristo In Vertigine D’Autunno, Dr Dystopia, Sciolè si è fermato ad Eboli (inedito). La Holy Edit pubblicherà a Maggio un nuovo libro di Sciolè: 'Del Grottesco' che raccoglie tredici testi teatrali grotteschi e scuri. Ci dichiara ancora Sciolè:'La scomposizione è tutto quello che mi interessa, nella vita come nell'arte. Oggi tutti parlano e si espongono, l'unica strada invece, dal mio misero punto di vista, è il silenzio e di contro l'assenza'
FLAVIO SCIOLE’ (1970). Attore, regista, performer. agisce da anni nella ricerca antiteatrale (con Teatro Ateo), nella sperimentazione anticinematografica e nella performance estrema. Circa 300 i lavori video proiettati-premiati-segnalati in Festivals nazionali ed internazionali in Italia e nel mondo. Oltre 1000 le proiezioni in Italia ( Rai Uno, 52a Esposizione Internazionale D’Arte La Biennale di Venezia 2007, MACRO, Romaeuropa) e nel mondo. Con Teatro Ateo agisce da anni nella demolizione del teatro classico privilegiando l'antiteatro, la ricerca e codificando la 'recitazione inceppata'. Partecipa a eventi nazionali e internazionali ed a stagioni teatrali Come attore di cinema ha recitato in decine di pellicole tra queste: ‘Farina Stamen’ (il primo iperfilm) di L.M.Perotti, Piano Sequenza di L.Nero, La Scultura di M.J.Capece. Nel 2017 il testo ‘Il Re è Pazzo’ è stato pubblicato in Messico nell'antologia ‘Dramaturgia Italiana Contemporanea’( a cura dell'Istituto di Ricerche Estetiche dell’Università di Guadalajara). A Marzo lo spettacolo teatrale 'La suicidata', scritto e diretto da Sciolè ed interpretato da Rossella Iorio Scarlet, è stato presentato a Torino all’interno di Malafemme Vol. 4.
https://www.holyedit.com/it/prodotto/libero-teatro-libero-stato/
DELL’ANTITEATRO: libero teatro in libero stato – Seminario di Flavio Sciolè
Trasformiamo in Edito tutto ciò che è
XIV Edizione 2015
per opere inedite
POESIA | NARRATIVA | TEATRO | CINEMA | MUSICA
È uscito il bando della XIV edizione del concorso letterario nazionale InediTO - Premio Colline di Torino 2015, organizzato dall'Associazione culturale Il Camaleonte di Chieri (TO), inserito nell’ambito della manifestazione Il Maggio dei libri promossa dalCentro per il Libro e la Lettura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che scadrà il 31 gennaio 2015. Il Premio, presieduto dal poeta Davide Rondoni, è diventato un punto di riferimento in Italia tra i concorsi per opere inedite, e si pone l’obiettivo di scoprire e promuovere nuovi autori attraverso sezioni dedicate alla narrativa, alla poesia, al teatro, al cinema e alla musica, dando la possibilità ai vincitori delle sezioni Narrativa-Romanzo e Poesia, grazie a un ricco montepremi, di pubblicare l’opera, confermandosi sempre di più quale concorso talent scout e traghettatore verso il mondo dell’editoria.
InediTO avrà da quest’anno per la prima volta il patrocinio della Città di Torino, della Città Metropolitana di Torino e di ben 10 comuni delle Colline di Torino, mentre ottiene da diverse edizioni la sponsorizzazione di Aurora Penne per il premio speciale InediTO Young ad un autore minorenne promettente, la partnership con il M.E.I. (Meeting delle Etichette Indipendenti) di Faenza e con la Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura di Torino attraverso l'inserimento nelle iniziative del Salone OFF, ed è gemellato con il concorso letterario U.G.I. (Unione Genitori Italiani contro il tumore dei bambini a cui sarà devoluto parte del ricavato delle iscrizioni).
La premiazione si terrà a maggio al Salone Internazionale del Libro di Torino.
Il bando si può scaricare dal sito:
http://www.ilcamaleonte.info/inedito-premiocollineditorino-2015
di Luca Torzolini
foto di Stefano Terenzi, Manuel Chittano e Simona Falcone
DoppioSenso Unico è una compagnia teatrale, produzione video e musicale indipendente, fondata nel 1999 da Luca Ruocco e Ivan Talarico sulla scia dell'omonima compagnia gestita dagli antenati nel 1932.
Dal 2003 è attiva come produzione musicale di colonne sonore, canzoni e musiche per spettacoli.
Nel 2004 inizia la produzione di cortometraggi indipendenti e a basso budget: la trilogia “Horror Vacui”, “'a suppa 'e latte”, “didascalia”, “le feste dei poveri”.
Nel 2005 debutta a Roma, al Gran Teatro Ignazio Abbatepaolo, “Viageatruà”, primo spettacolo di e con L. Ruocco, I.Talarico e Lorenzo Vecchio, seguito da “Le clamorose avventure di Mario Pappice e Pepé Papocchio”, presentato nel 2008 al Teatro Furio Camillo di Roma.
A marzo 2009 si presentano alle semifinali del Premio Scenario a L’Aquila, con “Operamolla – The Flacio show”, riscuotendo interesse e suscitando curiosità.
Nel 2013 debutta al Teatro dell’Orologio “La variante E.K.” e viene presentato il primo studio di “gU.F.O.”
Il sipario si apre, e voi?
Noi no. Restiamo chiusi in noi stessi. Ci parliamo addosso, ci raggomitoliamo nei nostri angoli migliori. Invitiamo persone a prender la misura della nostra chiusura. Loro vengono e noi implodiamo, stretti stretti nell'estasi d'amor. Ci frantumiamo in migliaia di pezzi, la gente paga e i cocci sono loro. E noi restiamo svuotati ad aspettare il riflusso della marea.
Perché non lasciate il pubblico in pace?
Il pubblico ha raggiunto la pace dei sensi. Noi lo risvegliamo dal torpore atavico in cui si è incarcarito, dopo anni e anni di spettatoraggio teatrale, cinematografico e televisivo. La poltrona non è zona franca. Non vediamo la quarta parete, quindi non crediamo nella sua esistenza. Vogliamo uno spettatore attivo, mentalmente e fisicamente, che non voglia assimilare per osmosi qualsiasi cosa gli si propini dall'altra parte della sala. Entrare a far parte in maniera viva del meccanismo teatrale è la più grande benedizione in cui il pubblico pagante possa sperare!
Che tipo di supereroi vorreste essere e se foste supereroi come cambierebbe il vostro modo di concepire gli spettacoli?
Vorremmo essere uomini indefinibili, persone che sfuggono ai cinque sensi standard e al sesto senso aggiunto. Con fisionomie fugaci, gesti evanescenti, parole immemori. Vorremmo incontrare le persone e lasciare in loro soltanto un sapore di rabarbaro. Mettere specchi opachi al posto delle nostre foto sui documenti. Presentarci con nomi sempre diversi e stringere mani senza restituirle. A differenza degli uomini invisibili quelli indefinibili hanno proprietà di corpo e movimento e insuperabili virtù di anonimato: curvano in velocità nella memoria. Se avessimo questo potere i nostri copioni potrebbero acquistare grigiore e disinteresse, evocare l'horror vacui che tanto ci lusinga.
Che cosa significa per voi sperimentare?
Essenzialmente non annoiarsi nel creare e costruire un qualcosa di vivo, organico, che poi non annoi chi debba fruirlo. La noia intellettiva ci impaurisce.
Io vi chiudo in una stanza, dentro ci sono i seguenti oggetti: un mocio, dei soldatini e un grande naso di gomma. Che cosa fate?
Teniamo pulito. Muoviamo guerre immaginarie. Sintetizziamo odori per soddisfare il naso. Questo per i primi minuti. Poi ti chiediamo perché ci hai chiuso nella stanza. Tu non rispondi e lo chiediamo a noi stessi. Ma siamo omertosi e quindi lo chiediamo alla stanza. La stanza fa la smorfiosa. Noi la accarezziamo col mocio e lei apre un piccolo varco verso l'esterno. Inviamo le nostre truppe di soldatini armati a cercarti, ma sono dei codardi e disertano. Stracciamo il naso di gomma - in fondo i nostri nasi sono gelosi - e dentro ci sei tu, con una mollica di pane, un busto di marmo e una scodella di riso. Cosa fai?
Qual è il confine fra demenzialità ed arte?
Se ti riferisci ai nostri lavori teatrali, non abbiamo mai ricercato, nella scrittura o nella messa in scena, la risata scontata del demenziale, e nemmeno la prepotente personalità dell'arte. Di certo fin dall'inizio cerchiamo di proporre qualcosa di "nostro", che probabilmente sorride sia all'uno che all'altra.
Come si concepisce un personaggio?
Come un figlio; poi nove mesi in una pancia e via, di forza. Per noi è così perché i personaggi che interpretiamo siamo noi, generati e non creati dai nostri stessi genitori. Poi in scena ci incarniamo nei nostri ragionamenti. Ogni tanto creiamo delle presenze: ci mettiamo delle parrucche, torciamo il viso, smozziamo i gesti. Ma le presenze sono un gioco facile, di sartoria, da caratteristi di cinema di serie B. Non crediamo mai di essere qualcun altro, questa è la nostra condanna.
Come si farà teatro nel futuro?
Noi facciamo teatro nel presente. E non diamo certezze sul futuro. Già partendo dalle tematiche stesse dei nostri spettacoli, temiamo un improvviso spegnersi di tutto. Se il teatro dovesse sopravvivere al futuro, speriamo si tratti di un teatro non più rinchiuso all'interno di dinamiche e scheletri rigidi ancor più opprimenti della struttura fisica dell'edificio teatrale in sé... Un nostro antenato, Marco Antonio Scicchitano - più ottimista di noi - preconizzava in una massima "In futuro reciteranno i cavalli a dondolo".
C'è un luogo della Terra, secondo voi, dove non si fa teatro?
Probabilmente nei cimiteri di ermellini a sud di Toronto. O nelle foreste di marmo che circondano la periferia di Zanzibar. Ma anche in molti teatri, spesso.
Cosa centrate voi con l'intervista ai gufi presente a fine giornale?
Alcuni gufi infestano le nostre drammaturgie e i nostri spettacoli. Due in particolare, Luigino e Marisa, hanno fatto una breve ma essenziale apparizione in un nostro lavoro del 2008, "Le clamorose avventure di Mario Pappice e Pepé Papocchio". Ora sono tornati in "gU.F.O.", lo spettacolo a cui stiamo lavorando in quest'ultimo periodo, e che attualmente presentiamo in forma di studio in vari locali romani, pretendendo con arroganza il ruolo di protagonisti assoluti del nulla scenico. Sono esseri vuoti e paranoici. Dovresti tenerli alla larga.
di Luca Torzolini
Gufi si nasce?
[Marisa] Gufi si muore.
[Luigino] Ma la risposta non è pertinente.
[Marisa] Allora non lo so.
[Luigino] Io sono nato gufo. Ma non posso giurare che questo avvenga ogni volta e per ogni esemplare di gufo.
Qual è il vostro ruolo sociale?
[Marisa] Abitiamo i quartieri più miseri e malserviti.
[Luigino] Svolgiamo i lavori più umili e malpagati.
[Marisa] Gli uomini ci trattano come bestie.
[Luigino] Ma da sempre affasciniamo le donne sposate, che trovano riparo tra le nostre piume.
[Marisa] E perché proprio le donne sposate?
[Luigino] Perché crediamo nel valore della famiglia.
Guidando sull'A24 notate che un camionista, accostatosi sulla vostra destra nell'atto di sorpassare, va su e giù con il braccio e probabilmente si sta masturbando su di voi. Come reagite?
[Luigino] Cos'è l'A24?
[Marisa] Cos'è un camionista?
[Luigino] Cos'è la nostra destra?
[Marisa] Sono immagini che non possiamo immaginare.
[Luigino] Viviamo sempre in casa, ci guardiamo tutto il giorno, non usciamo mai.
Che cos'è la bellezza?
[Luigino] Marisa.
[Marisa] Gianni Barba, l'amante dalle piume di cristallo.
E' morto, sogna o son desto?
[Luigino] E' sempre morto. E' l'alternativa migliore.
[Marisa] Io ho fatto un sogno funesto.
[Luigino] Tienilo per te.
"Strappa da te la vanità, ti dico strappala!"? (Canto pisano 81, Ezra Pound)
[Luigino] Sembra una cosa dolorosa. Magari un'altra volta.
Perché non fate uso dei social networks?
[Luigino] Perché ti esprimi in termini inglesi?
[Marisa] Perché ha studiato, come noi.
[Luigino] Nonostante siamo gufi parliamo un corretto italiano.
[Marisa] Lo parliamo tra di noi, perché non ci piace dare confidenza agli estranei.
Vincete un milione di euro alla lotteria. Che ci fate?
[Luigino] Potremmo nascondere i soldi nel materasso.
[Marisa] Potremmo anche comprare un nuovo materasso.
Dove vanno a morire i gufi?
[Marisa] Moriremo soli. Nei nostri letti.
[Luigino] Io morirò in bagno.
Cosa centrate voi con l'intervista a Ivan Talarico e Luca Ruocco presente nel giornale?
[Luigino] Non so di cosa parli.
[Marisa] Parla di quei due.
[Luigino] Ma io non li conosco, e neanche tu.
[Marisa] Io non li conosco, e neanche lui.
SALA UMBERTO StagioneTeatrale 10/11
10 – 29 maggio 2011
Nuova Compagnia di Prosa presenta
PAOLO TRIESTINO NICOLA PISTOIA
in
TROTE
di EDOARDO ERBA
CON ELISABETTA DE VITO
scena ALESSANDRA RICCI costumi ISABELLA RIZZA
suono HUBER WESTKEMPER light design LUIGI ASCIONE
macchinista FRANCESCO RITA elettricista CLAUDIO LELLI
foto di scena GABRIELE GELSI
aiuto regia FRANCESCA DI SANTO progetto grafico ORSOLA DAMIANI
regia NICOLA PISTOIA e PAOLO TRIESTINO
Venerdi sera. Il laboratorio è già chiuso. Un’infermiera gentilissima consegna ugualmente le analisi. “Non lo dica a nessuno, mi raccomando”.
Analisi che possono decidere il futuro.
Sabato, bella giornata. Un uomo pesca sull’Aniene.
Trote. Perché ormai sono rimaste solo quelle.
In lontananza Roma e la sua fretta. Roma ed i suoi figli di oggi. Roma ed i sogni di chi crede che una seconda possibilità nella vita ci sia sempre.
Dopo “MURATORI”, “GRISU’. GIUSEPPE E MARIA” e “BEN HUR", ecco ancora insieme Triestino e Pistoia in questa nuova commedia scritta appositamente per loro da Edoardo Erba. Una storia a tratti esilarante, a tratti amara, a tratti dolce, impaurita ed inaspettata. Come la vita.
Prezzi: da € 30 a € 20
Orari: dal martedì al sabato ore 21, 2° mercoledì ore 17, sabato ore 17 e 21, domenica ore 17,30
Federazione Italiana Artisti
I VIAGGI DELL’ARTE
terzo anno
4 SETTIMANE DI TEATRO, MUSICA E OGNI GENERE DI SPETTACOLO DAL VIVO
NEI COMUNI DEL LAZIO

Dopo il successo delle passate edizioni, torna dal 7 al 29 maggio, la rassegna I VIAGGI DELL’ARTE, che festeggia quest’anno la terza edizione. Un viaggio tra e nell’arte per raccontare storie, vivere il teatro, la musica, l’arte a tutto tondo, perché la cultura è vita ma è anche giacimento, ricordo, memoria collettiva e divertimento. Quattro fine settimana in quattro comuni del Lazio: Pontinia (7/8 maggio), Montalto di Castro (14/15 maggio), Ceccano (21/22 maggio), Monteflavio (28/29 maggio). Da mattina a sera, si alterneranno laboratori teatrali, animazione in piazza, spettacoli e concerti per tutti i gusti e per tutte le età.
La manifestazione è nata due anni fa da un’idea della Fed. It. Art. (Federazione Italiana Artisti) in collaborazione con l’ATCL (Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio), con l’obiettivo non solo di fare spettacolo, ma soprattutto di riscoprire e valorizzare le risorse culturali, teatrali e musicali del territorio laziale.
Prima tappa, sabato 7 e domenica 8 maggio, a Pontinia, due giorni di spettacoli tra musica, teatro, animazione per i più piccoli, nella affascinate località in provincia di Latina, ubicata nel cuore dell'Agro pontino. In cartellone sabato 7 alle ore 21,00 al Teatro Fellini (p.za Indipendenza), Ugo Dighero; l’attore, che vive un momento di grande popolarità televisiva grazie ai record di ascolti di “Un medico in famiglia”, sarà il protagonista del “Mistero Buffo” di Dario Fo.
Sabato 14 e domenica 15 il viaggio prosegue nella suggestiva Montalto di Castro, in provincia di Viterbo; nella zona costiera della Maremma laziale, Montalto di Castro annovera tra le proprie bellezze la città etrusca di Vulci. Ancora teatro e tanta musica per questo week end che si arricchirà di un omaggio a Gabriella Ferri.
La manifestazione passa poi il 21 e 22 maggio a Ceccano in provincia di Frosinone, comune sede dei bellissimi: Palazzo Berardi, Palazzo Gizzi, Palazzo Sindici e Villa Antonelli.
Gran finale il 28 e 29 maggio a Monteflavio in provincia di Roma, a due passi dallo splendido Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili.
La manifestazione è stata promossa dall’Assessorato alla Cultura, Arte e Sport della Regione Lazio in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura di Pontinia, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Montalto di Castro, l’Assessorato alla Cultura di Ceccano e l’Assessorato alla Cultura di Monteflavio.
Tutti gli spettacoli sono gratuiti e di facile accesso alle persone diversamente abili.
In collaborazione con
Ufficio stampa:
3475828061
CALENDARIO DELLE INIZIATIVE
I VIAGGI DELL’ARTE
TERZO ANNO
Scuola Elementare Don Milani
p.za della Chiesa ore 10.00-13.00
Eleusis Teatro
Presenta: L’ABC del Teatro - Laboratorio Teatrale
Scuola Media G. Verga, Via della Libertà ore 11.00
“Lezione Concerto”
di e con
Stefania Maroni
Scuola Elementare Don Milani
p.za della Chiesa ore 17.00
Compagnia Mercuzio & Co
presenta
“Il Deserto, il Principe e la Rosa”
Spettacolo teatro ragazzi
Teatro Fellini
p.za Indipendenza ore 21,00
in
“Mistero Buffo”
di Dario Fo
P.za Indipendenza dalle 10.00 alle 13.00
Le Coccinelle,
Akuna Matata,
Opera Prima,
presentano
Animando la Piazza
Animazione/teatro di strada/ Musica itinerante
Teatro Fellini
p.za Indipendenza ore 21.00
La favola dell’essere
in
“Calcedonio”
di M. Santanelli
Regia Carlo Fineschi
Complesso Monumentale San Sisto ore 10.00-13.00
Eleusis Teatro
presenta
L’ABC del Teatro
Laboratorio Teatrale
Complesso Monumentale San Sisto ore 11.00
Teatro dell’Appeso
“La doppia storia del soldato”
di Amedeo Di Sora
Spettacolo teatro ragazzi
Complesso Monumentale San Sisto ore 17,00
Teatro della Giostra
presenta
“Marcovaldo ovvero le stagioni in città”
da Italo Calvino
Spettacolo teatro ragazzi
Complesso Monumentale San Sisto ore 21,00
Istituto Studi dello Spettacolo,
Teatro Studio
presentano
“Er core de Roma” omaggio a Gabriella Ferri
con Cristina Cellini
P.za G. Matteotti ore 10.00-13.00
Le Coccinelle,
Akuna Matata,
Opera Prima,
presentano
Animazione/teatro di strada/ Musica itinerante
Complesso Monumentale San Sisto ore 17,30
Accademia Internazionale dell'Opera
presenta
“Canzoni D’Italia”
Concerto lirico
Scuola Elementare Mastrogiacomo, Via Giacomo Matteotti ore 10.00-13.00
Eleusis Teatro
presenta
L’ABC del Teatro
Laboratorio Teatrale
Scuola Media Statale di Ceccano Via Gaeta, 99 - ore 11.00
in
“LETTERE RUBATE”
da Pirandello, D’annunzio, Pasolini, Pessoa, ecc…
Spettacolo teatro ragazzi
Scuola Elementare Mastrogiacomo, Via Giacomo Matteotti ore 17,00
Teatro della Giostra
presenta
“Marcovaldo ovvero le stagioni in città”
da Italo Calvino
Spettacolo teatro ragazzi
Cinema Teatro Comunale Antares, Piazza Berardi ore 21.00
“Gli occhi di Piero”
di e con
Fabrizio Giannini
Ceccano – Domenica 22 maggio
Piazza Municipio 10.00-13.00
Le Coccinelle
Akuna Matata
Abraxa
presentano
Animando la Piazza
Animazione/teatro di strada/ Musica itinerante
Cinema Teatro Comunale Antares, Piazza Berardi ore 17.30
Noidellescaprediverse
in
“I MENECMI ALLA TERZA”
da i Menecmi di Plauto
Regia Samuele Boncompagni
Scuola Elementare Guido Giacomelli, via IV Novembre 3 - 10.00-13.00
Eleusis Teatro
presenta
L’ABC del Teatro
Scuola Media Guido Giacomelli, via IV Novembre 3 – ore 11.00
il Maestro Lucio Perotti
in
“Descriviti in musica”
Seminario Concerto
Scuola Media Guido Giacomelli, via IV Novembre 3 – ore 17,00
Compagnia
Mercuzio & Co
“Il Deserto, il Principe e la Rosa”
Spettacolo teatro ragazzi
p.za Vittorio Emanuele III ore 21.00
Gruppo Teatro Essere
“Italia in Cantata”
Breve storia d’Italia attraverso la canzone
p.za Vittorio Emanuele III – ore 10.00-13.00
Le Coccinelle,
Akuna Matata,
Abraxa,
presentano
Animando la Piazza
p.za Vittorio Emanuele III - ore 21.00
TAMMURRIARÉ
in
“Concerto di musica popolare”
--
dal 27 APRILE al 1 MAGGIO SALA GIANCARLO NANNI
LA DONNOLA SOTTO IL MOBILE BAR
variazioni su Harold Pinter
con i giovani attori neodiplomati della Link Academy
adattamento e regia Marcello Cotugno
un progetto di Link Academy – European Academy of Dramatic

Un caleidoscopico collage di micro testi pinteriani che vanno dagli anni ‘50 al 2002, anno di “Conferenza Stampa” (che l’autore interpretò nel ruolo del Ministro).
Trame spaiate, apparentemente diacroniche, che rimandano ad immaginari collettivi e non della nostra società. Ecco allora la critica allo stato capitalista che sfrutta gli operai per guadagni plus/valorizzati ed egemonici; la fotografia di coppie borghesi allo sfascio che apparentemente si amano incontrastati “Notte”; la politica feroce e violenta di “Conferenza stampa”, o i tratti di violenza urbana di “Il nuovo ordine del mondo”; o i giochi di parole da teatro dell’assurdo di “Scusatemi”; oppure stralci improvvisi di vita vera, “L’ultima ad andare”, dove la stasi perenne domina le vite di omini-formiche, spersi nella sovranità di un universo assente, o comunque in ritardo; o la paura del comunista-mangiabambini che tanto era trendy nel epoca della guerra fredda, “L’intervista”; o i ricordi di un uomo che perdendo la vista perde i legami interni ed esterni con la sua identità “Invito al the”; o il potere che accetta il cambia bandiera come modus operandi necessario, “L’esame”…
Questo solo per citare alcune delle eterogenee scene dello spettacolo che prende il titolo da una dichiarazione su - cosa fosse il suo teatro - dello stesso Pinter.
La critica si è scervellata per anni per capire il senso recondito di questa frase [la donnola sotto il mobile bar] che Harold stesso avrebbe poi rivelato essere una burletta.
Grazie Mr Pinter.
Note di regia
Lo spettacolo si apre con una devastante vista di rovine teatrali, che emergono dal retroscena come se quella fosse la nuova condizione del mondo in cui viviamo. Un mondo sottosopra, come anche LaBute lo definirebbe.
Equilibri che si rompono, nel nome della sacra Inghilterra che apre e chiude uno spettacolo ricco di parole con due song emblematiche: Dancing with the Moonlight Knight dei Genesis del 1973 (quelli veri) ed England degli Angelic Upstarts, gruppo punk-OI degli anni ‘80 che è una sorta di Anthem dei verdi campi inglesi.
In mezzo c’è la vita, quella vera, quella che ti fa svegliare nel mezzo della notte e ti ricorda che il tempo, l’amore, la morte, il potere, la famiglia, i soldi…
La scena scarna con elementi che di volta in volta vengono avanti come a creare un teatrino di bambini che giocano alla vita, tutto è falso, ma non i rimandi che agiscono sotterranei nell’anima degli spettatori.
Un modo dunque per riflettere, grazie a testi splendidi che permettono interpretazioni multiple, sfavillanti, tetre, dialettali, assurde, da teatro d’improvvisazione…
Lo stile pop cerca di ricordare a sé e a gli altri che il teatro nasce dall’incontro tra spettatore e attore, quindi niente intellettualismi fine a se stessi ma coinvolgimento, soprattutto emotivo, poi empatia, dolore, gioia… Emozioni, vere.
Ragazzi in erba, energia forte, parole che tagliano, risate amare, nell’epoca del tutto e subito uno spettacolo che ricorda che il qualcosa ogni tanto forse ci salverebbe dal finto benessere delle finanziarie, dalla scomparsa degli orologiai, dai politici corrotti e orrrendddi, dalla nascita di escort, tronisti, vallette, opinionisti di serie c, realities, carrarmati/suv , per ricordare che in fondo la vita può essere più intensa e bella con 24000 baci più che con 240000000000 euro…
“Questo mondo assurdo non può che avere una giustificazione estetica”
Albert Camus
Roma, in questo periodo
Marcello Cotugno
Note di produzione
“La donnola sotto il mobile bar” è un format teatrale risultato dal lavoro per la dimostrazione finale del III° anno del BA in performing arts della Link Academy (anno accademico 2009-10).
Lo spettacolo qui presentato in un compiuta autonomia rispetto al dimostrazione finale e interpretato dai giovani attori neodiplomati della Link Academy è il primo esperimento di produzione teatrale dell’Accademia, in tutto rispondente d una linea editoriale che mette in primo piano la preparazione al mondo del lavoro e le possibilità di visibilità offerte ai neoattori della Link.
La Link Academy – Accademia Europea d’Arte Drammatica – è il dipartimento di Performing Arts della LinkCampus University.
La Link Academy propone corsi di studio triennali di recitazione in lingua italiana e in lingua inglese, master in regia e produzione, in un ambiente dinamico ed internazionale dove sviluppare il proprio talento di artisti e professionisti dello spettacolo.
La direzione artistica affidata ad Alessandro Preziosi, privilegia la collaborazione interdisciplinare e si fonda sul connubio tra una solida formazione accademica classica e studi innovativi che preparino attori e professionisti del mondo dello spettacolo alle sfide della società liquida e favoriscano l’accesso al mondo del lavoro.
© Link Academy 2010
Prezzi: Intero € 18,00, ridotto € 15,00 nostri convenzionati e UNDER 26 E OVER 65,
ridotto gruppi € 12,00
Orari repliche: dal martedì al sabato ore 21 domenica ore 17
Marcello Cotugno
Marcello Cotugno è regista di teatro e cinema, autore e docente. Dal 2009 insegna alla Link Academy – European Academy of Dramatic Arts. Svolge un lavoro di studio e di ricerca su tutti gli strumenti della narrazione e della comunicazione (teatro, cinema, televisione), traduce opere di grandi autori e scrive saggi tematici inerenti il suo percorso professionale. Nello specifico della formazione, ha realizzato regie didattiche e laboratori in tutta Italia.
Regia Teatro
2009/10 – Italiani si nasce… e noi lo nacquimo – di T. Solenghi M. Micheli M. Presta con Tullio Solenghi e Maurizio Micheli produzione Procope-La Contrada
2010 - La donnola sotto il mobile bar – Variazioni da Harold Pinter – Saggio Spettacolo degli allievi del 3° anno della Link Academy – Roma Teatro Vascello
2010 – Una notte di Salomè – Prod. Circolo degli Artisti – Roma Teatro Piccolo Eliseo
2010 – Due vecchiette vanno al nord – di Pierre Notte con Iaia Forte e Daniela Piperno Roma Teatro Piccolo Eliseo – nell’ambito della rassegna Face a Face - PAV
2010 – Confessioni di una mente criminale di e con Alfredo Angelici – Roma Teatro Belli
2009 – Il Sogno di August Strindberg - Civitavecchia - Teatro Traiano
2006/9 – L’ultima Radio di Sabina Negri elaborazione di T. Solenghi e M. Cotugno con Tullio Solenghi - Asti Teatro. Piccolo Eliseo Patroni Griffi - Turnè
2009 – Altri Amori 3 - Roma - Teatro dell’Angelo
2004/09– Falene di Andrej Longo
2009 – My Background di Alessandro Fea con Alfonso Postiglione, Cloris Brosca Roma Nuovo Teatro Colosseo
2008 XY Redux di Alessandro Fea Roma Teatro Belli
2008 Altri Amori 2 nell’ambito della Rassegna Garofano Verde a cura di Rodolfo di Giammarco – Teatro Belli
2008 Ay Carmela di Josè Sanchis Sinisterra - Ferrazzano(CB) Teatro del Loto Primavera Teatrale 08
2008 – Altri Amori – Expo teatro Cometa off – Roma
2008 – The Zoo Story di Edward Albee – Expo Teatro Cometa Off Roma
Regie didattiche e laboratori
2010 Black Mountain College – Roma Teatro Vascello – Link Academy
2009 - 2010 Corsi di Teatroterapia con Teatroshock
2010 4 Pinter di Velluto grigio – Roma Accademia Teatrale del Pigneto
2008 Tutti + vicini – da Closer di Patrick Marber
2008 – Non c’è bisogno di dire altro – S. Maria C. Vetere Teatro Garibaldi – nell’ambito di Teatrando en Espanol
Mercoledì 20 aprile alle ore 20 al Fandango Incontro
Via dei Prefetti 22, Roma
Cinquemila km al secondo
di
MANUELE FIOR
presentano
Igort e Manuele Fior
Cinquemila km al secondo
è il vincitore del primo premio del festival francese di Angoulême,
il più prestigioso riconoscimento europeo dedicato al fumetto

Manuele Fior succede idealmente a Gipi, altro celebre autore italiano pubblicato da Coconino Press – Fandango, vincitore del prestigioso premio di Angoulême nell’edizione 2006 con il graphic novel “Appunti per una storia di guerra”.
Tornare di nuovo a casa, dopo aver vissuto altrove, e rendersi conto che non c'è "niente di cambiato tranne se stessi". È quello che accade a Lucia e Piero, i protagonisti del nuovo, delicato romanzo dei sentimenti narrato a fumetti con i colori ora sommessi ora accesi di Manuele Fior. Dopo una brusca rottura, Piero e Lucia si trasferiscono altrove: lei in Norvegia, dove incontra quello che sarà il padre di suo figlio, lui al Cairo per lavorare come archeologo. Entrambi non riescono a dimenticare, a colmare la mancanza e decidono di rincontrarsi, di nuovo a casa. Come suggeriscono i toni dell'acquerello, qui non li attenderanno i colori vivaci di un amore giovanile, ma solo la sua eco opaca. Un graphic novel d'autore che è il ritratto di una generazione precaria anche negli affetti. Sospesa tra il desiderio di fuga e la nostalgia delle proprie radici.
L’AUTORE
Manuele Fior è nato a Cesena nel 1975. Dopo la laurea in Architettura a Venezia nel 2000, si trasferisce a Berlino, dove lavora fino al 2005 come fumettista, illustratore e architetto. Nel 1994 vince il primo premio alla “Bienal do Juvenes Criadores do mediteraneo” di Lisbona – settore fumetto. La collaborazione con l’editore tedesco Avant-Verlag comincia nel 2001 con la rivista Plaque. Da allora inaugura una fitta produzione di storie brevi a fumetti scritte dal fratello Daniele, apparse su Black, Bile Noire, Stripburger, Forresten, Osmosa. “Rosso Oltremare” ha vinto il premio come miglior fumetto 2007 a Oslo, il Premio Micheluzzi per Miglior disegno per un romanzo grafico al Comicon di Napoli. Collabora con Einaudi Ragazzi, Edizioni EL, Fabbri, Internazionale, Il Manifesto, Rolling Stone Magazine, Nathan, Far East Festival. Vive a Parigi. Nel dicembre 2009 ha vinto il prestigioso Prix de la Ville de Genève pour la bande dessinée.
Nata nel 2000 da un progetto di Igort e Carlo Barbieri, Coconino Press è la casa editrice che ha fatto conoscere in Italia i capolavori internazionali del romanzo a fumetti. Fra graphic novel e comics d’autore, la Coconino presenta le firme più importanti del fumetto, un linguaggio narrativo diffuso in tutto il mondo. Igort, Lorenzo Mattotti, David B, Gipi, José Munoz, Jiro Taniguchi, Davide Toffolo, Daniel Clowes: il catalogo della Coconino conta oltre 250 titoli ed è in costante espansione, per raccontare da vicino l’evoluzione dell’arte del fumetto.
Collana: Coconino Cult
Pagine144 a colori, brossurato
Prezzo: 17 euro
Edizioni Coconino Press – Fandango
Uscita: settembre 2010
UFFICIO STAMPA COCONINO
Luca Baldazzi Tel. 051 325516 - E-mail ufficio.stampa@coconinopress.com
UFFICIO STAMPA FANDANGO LIBRI
Viale Gorizia 19 -00198 Roma - Tel:+39.06.85218126
Manuela Cavallari Mob: +39.349.6891660 - Email: manuela.cavallari@fandango.it
Francesca Comandini Mob: +39.340.3828160 - Email: francesca.comandini@fandango.it


18 aprile ore 21
Ingresso €10
Riduzione a €8 se ci si prenota scrivendo un’email a lista@satiriasi.com
Per accrediti stampa
Laura Mauti
tel. 345.644.1115
Lo spettacolo rientra nel Progetto Speciale Teatri 2010/2011:
“Autori: memoria del nostro futuro” realizzato con il sostegno
dell’Assessorato alle Politiche Culturali e del Centro Storico di Roma Capitale
Teatro Due
Dal 1° al 17 aprile
L’associazione culturale Studio 12
Diretta da Isabella Peroni
presenta
LEI LO FA ANCORA?
Omaggio ai 90 anni di ironia
di Aldo Nicolaj
con in o.a.
Elisabetta Carta, Nunzia Greco,
Loredana Martinez, Carmen Onorati
Al pianoforte Andrea Galvani
scene e costumi Cabiria D’Agostino
luci Sandro Raffaeli
regia
Giuseppe Venetucci
E’ sempre stato un momento meraviglioso – benché mi desse anche grandi sofferenze – riuscire a creare solo con delle parole di dialogo una storia, dei personaggi e delle atmosfere. E’ una straordinaria magia senza descrizioni e racconti: solo attraverso il dialogo creare personaggi, far venir fuori i loro problemi, situazioni e momenti della loro vita. Non c’è piacere al mondo maggiore di quello di assistere alla loro nascita, vederli formarsi, rendersi conto che una volta creati esistono veramente, hanno un nome, un carattere, una personalità, un modo di comportarsi, una storia dove sono rinchiusi e da cui non possono uscire.
Aldo Nicolaj
Appuntamento da non perdere al teatro Due, che dal 1° al 17 aprile verrà rappresentato Lei lo fa ancora? omaggio all’indimenticabile drammaturgo Aldo Nicolaj. Con le sue opere ha accompagnato l’evoluzione storica e sociale della seconda parte del ‘900, riuscendo ad osservare la realtà, con acuta ironia. Ha saputo sperimentare stili diversi, passando dal simbolismo al neorealismo, dal surrealismo al teatro della crudeltà, fino ad arrivare al teatro dell’assurdo. Amato e rappresentato in Italia e all’estero, le sue commedie sono state tradotte in 25 lingue. (“Classe di ferro” e “Farfalla….farfalla…” sono considerate dei classici in Russia. A Tokio “Il mondo d’acqua” è uno dei pochi testi italiani rappresentato, in Argentina per diversi anni è andata in scena “Non era la quinta, era la nona”.)
Nel ritrarre le sue figure Nicolaj appare sempre spettatore divertito del gioco che mette in atto, i suoi personaggi sempre attuali e mai volgari, vittime e carnefici insieme, ci fanno sorridere, ma soprattutto riflettere.
Dirette da Giuseppe Venetucci, Elisabetta Carta, Nunzia Greco, Loredana Martinez, Carmen Onorati, interpreteranno sette protagoniste femminili del teatro dell’autore piemontese. La pièce Lei lo fa ancora? nasce dalla rivisitazione di sette monologhi (“l’incidente”, “il telegramma”, “N.N.l’uomo”, “La clausola”, “Voglia d’angelo”, “Nozze coi sassi”, “Sale e tabacchi”) che affrontano il rapporto di coppia: storie di donne che raccontano l’amore, la disperazione, la rivincita, la solitudine, la rivalsa, la passione.
Ogni personaggio, diverso l’uno dall’altro, per estrazione sociale, per carattere, ma ricco di umanità, sarà rappresentato da ogni singola artista: un poker di attrici darà vita ad uno spettacolo divertente, pungente ed emozionante.
Aldo Nicolaj nasce a Fossano in provincia di Cuneo nel 1920. Laureatosi in Lettere con una tesi su George Bernard Shaw, scrittore dal quale catturerà un certo garbo salottiero, inizia a viaggiare come addetto di Ambasciata in tutti i paesi perseguitati dalla guerra.
Tornato in Italia nel 1948, sempre più convinto che la sua vita era invece il teatro, continua a scrivere copioni, che otterranno successo però solo all’estero in Francia, Austria, Germania, Russia, America latina, dove le sue opere sono sempre in cartellone. Autore di dialoghi e situazioni delicate, il suo teatro, fatto di “atmosfere” e notazioni psicologiche, ha quindi vita difficile in Italia. Drammaturgo versatile ha avuto, proprio grazie a queste esperienze all’estero, un’apertura verso l’Europa straordinaria.
Osserva tutto con ironia e con un umorismo, lievemente amaro, con un tocco di umanità; ricostruisce ambienti piccolo borghesi analizzando acutamente personaggi, situazioni sempre reali; ma la quotidianità è sempre soffusa di un certo soffio poetico, lirico, di un dialogo leggero, retto a volte con abilità virtuosistica. In chiave ironico-sentimentale, fissa tutto ciò che accade intorno a lui con sguardo a volte ingenuo che coglie le passioni, le fruga, le sviscera, le penetra.
Il senso della solitudine che permea tanti suoi lavori teatrali, si esplica ancora meglio nei suoi numerosi monologhi, ove Egli osserva con occhio acuto e penetrante, a volte anche spiritoso, i suoi personaggi, veramente autentici, a volte pittoreschi. Con uno stile essenziale, una sobrietà di espressione e misura nella parola, l’Autore raggiunge un’intensità nel dialogo, con punte di malinconia e di umorismo che può arrivare a rasentare il farsesco.
La nostra scelta è caduta su alcuni monologhi “Il Telegramma”, “L’incidente”, “La clausola”, “Voglia d’angelo”, “Sali e tabacchi”, “Nozze coi sassi”, “N.N. L’uomo”, che esaltano quanto detto, ove i personaggi tutti femminili, sono ben tratteggiati e animati da un vero dinamismo teatrale.
Le sette protagoniste: Laura, Linda, Giacinta, Liliana, Olimpia, Caterina, Franchina, con i loro sfoghi, le loro paure, i loro rimpianti, i loro umori, i loro rancori, le loro inquietudini, le loro ossessioni, si fondono qui in un solo personaggio, interagendo tra loro, dialogando da un personaggio all’altro, perché tutte accomunate da sentimenti universali affini, creature perlopiù chiuse in un clima di fatalità, da cui trapela il senso forse rassegnato della vita che aveva Nicolaj, ed in cui necessariamente l’uomo viene lasciato in secondo piano.
Giuseppe Venetucci
In scena al Teatro Due Sala Aldo Nicolaj (Vicolo Due Macelli 37 tel.06/6788259 www.teatrodueroma.it) dal 1° al 17 aprile. Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 18. lunedì riposo.
Biglietti intero euro 15, ridotto euro 12.
Ufficio stampa Valeria Buffoni
tel. 347/4871566 06/60654876
valebuf@yahoo.it
Teatro Sala Umberto
Dal 12 aprile all’8 maggio 2011
AB Management presenta
Lillo & Greg
in
Intrappolati nella commedia
commedia in due atti di Claudio Greg Gregori

con
Lillo & Greg
Danilo De Santis Elisa Di Eusanio
Emanuele Salce Barbara Folchitto
musiche Claudio “Greg” Gregori e Attilio Di Giovanni
scenografia Gianluca Amodio
costumi Mara & Marina
coreografie Cristina Pensiero
disegno luci Fabio Persia
regia Mauro Mandolini
Torna a grande richiesta l’ultima esilarante creatura di Lillo & Greg che ha segnato ancora un passo avanti nella sperimentazione del linguaggio meta teatrale. L’antica sfida, che ha più volte caratterizzato il loro stile, diventa addirittura un’ossessione in questa pièce dal titolo eloquente: Intrappolati nella commedia.
Così, mentre in altre commedie abbiamo assistito ad accenni o situazioni marginali in cui la coppia di attori abbatteva il muro che li divide dal pubblico, questa volta assistiamo alla sua disintegrazione. Una quarta parete che crolla sotto le loro battute mentre Lillo & Greg scorrazzano increduli creando luoghi altri, situazioni spazio temporali parallele che divertono e spiazzano personaggi e pubblico.
Lo spettacolo inizia infatti con Greg e Lillo che stanno facendo un sopralluogo nel teatro dove andranno in scena con il loro nuovo lavoro. Sul palco trovano la scenografia di Una moglie per Thomas, la commedia che la precedente compagnia ha terminato da più di una settimana. Improvvisamente, però, si accendono le luci ed i due amici scoprono che in sala c’è il pubblico. Di lì a breve si accorgono di essere gli involontari protagonisti di Una moglie per Thomas.
Da questo momento in poi si susseguono divertenti, ma al contempo angosciosi, tentativi di uscire fuori dal bizzarro paradosso. Tutto risulta vano però, perché le porte da cui entrano gli attori per loro restano chiuse, le quinte sono murate e anche l’uscita di sicurezza li fa piombare di nuovo sul palco in un claustrofobico carosello di gag.
L’unico varco a loro disposizione li proietta in un’altra dimensione parallela: in un quiz televisivo dove sono chiamati a rispondere al classico domandone finale con un sacco di soldi in palio.
Riusciranno Greg e Lillo a scappare? O resteranno per sempre prigionieri della commedia?
Un altro avvincente spettacolo a sei personaggi, una surreale e coinvolgente giostra dai ritmi serrati e dagli inimmaginabili risvolti comici.
In occasione delle repliche romane, verrà allestita nel foyer del Teatro Sala Umberto una mostra fotografica di Carlotta Domenici De Luca intitolata ‘Lillo & Greg. Voci del Teatro e volti della Radio’ che, a partire dal giorno del debutto, si potrà visitare durante gli orari di botteghino e all’ingresso in sala.
‘…Ho deciso di rendere omaggio a due amici, a due grandi professionisti, raccogliendo scatti in cui la loro mimica e la loro gestualità, si impongono…e conquistano… Uomini, occhi, voci. Due personalità così diverse che disegnano la vita nel colore più intenso e surreale; che esistono come singoli con una forza travolgente e sorprendono in coppia con una disarmante genialità. Vorrei far rivivere a chi vedrà queste immagini, quella magia che io vivo ogni volta che inizio a lavorare con loro.’ (Carlotta Domenici De Luca).
TEATRO SALA UMBERTO
Via della Mercede, 50 – 00187 Roma
Info 06 6794753
Biglietti: da € 30 a € 20
Spettacoli: dal martedì al venerdì h. 21.00 - sabato h. 17.00 e 21.00 - domenica h. 17,30 - 2° mercoledì h. 17.00
Ufficio stampa compagnia:
M. Letizia Maffei
335 6467974
Ufficio stampa teatro:
Silvia Signorelli 338 9918303
Viola Sbragia 335 8369150
Direttore artistico Manuela Kustermann
Stagione Teatrale 2010-2011
PROSA
dal 12 al 23 aprile SALA GIANCARLO NANNI
SOGNO D'AUTUNNO di Jon Fosse
traduzione Fulvio Ferrari
con Sergio Romano, Viola Graziosi, Daniela Piperno, Massimo Lello, Elisa Amore.
progetto e regia Alessandro Machìa
scene Domenico Canino
costumi Fabrizia Migliarotti
light designer Giovanna Bellini
sound designer Michele Marsili
aiuto regia Elena Fuganti
produzione Zerkalo Teatro
con il sostegno della Reale Ambasciata di Norvegia / Comune di Roma – Ass.to alle Politiche Culturali
Un cimitero senza croci, segnato solo da una trama regolare di nomi e cognomi, date di nascita e di morte di chi è stato e non è più. Un uomo e una donna si incontrano. Lui sembra essere giunto lì in anticipo per il funerale della nonna. Lei sembra esserci capitata per caso. In un presente ellitticamente eterno, una conversazione afasica, interrotta, rivela tra i due un passato imperscrutabile e l’attrazione dell’uomo per la morte. Un testo potentissimo, una profonda riflessione sulla morte e sul tempo, su Dio e sull’amore, dal quale emerge un’umanità incapace di rapportarsi alla transitorietà della vita e alla morte come la realtà che più ci appartiene, come il frutto di cui noi siamo solo la buccia e la foglia. Tutti i personaggi della commedia oppongono alla morte qualcosa: l’illusione dell’idillio (che sanno impossibile), l’ordine della famiglia ormai alla deriva, l’osceno come strategia di addomesticamento della morte. Salvo accorgersi di essere solo voci ripetute di corpi destinati a scomparire e ad essere sostituiti da altri corpi.
« L'autentica immagine artistica deve riflettere il mondo. E non il mondo dell'artista ma il cammino dell'umanità verso la verità. »
Andrej Tarkovskij

Zerkalo è una compagnia teatrale professionale che si inserisce in quel segmento, in Italia piuttosto trascurato, posto tra il teatro di parola propriamente inteso e la ricerca estrema. Un’attenzione particolare è rivolta alla drammaturgia contemporanea con una certa connotazione civile, al recupero della Parola come luogo privilegiato di creazione del Senso, agita però secondo una pratica teatrale che ricorre spesso all’impiego della multimedialità e alla commistione con altri linguaggi, senza però abbandonare la scrittura drammaturgica, che considera elemento fondamentale della significazione. Il Suono e l'Immagine sono gli elementi cardine che Zerkalo fa interagire con la Parola per cercare nuove possibilità narrative, in direzione di una concezione totalizzante dello spettacolo come esperienza multisensoriale: attraverso l'impiego di tecniche come la spazializzazione del suono, lo zoom sonoro, la creazione di soggettive e piani-sequenza teatrali e il fuori-campo sonoro, visivo e olfattivo, si vuole rafforzare le possibilità narrative del teatro, costruendo lo stesso come una partitura precisa in cui ogni elemento di significazione sta in un rapporto dialettico o non dialettico con l'altro, producendo talvolta un'eccedenza del Senso, tal altra un vuoto, un'ambiguità, una discontinuità del Senso. Elemento cardine di tale Senso però, è e rimane l'attore. A differenza del cinema, in cui l'attore è parte di un'immagine che esiste indipendentemente da lui, il teatro è lo spazio del pensiero che si visualizza solo e soltanto per mezzo dell'attore.
La compagnia è diretta dal regista Alessandro Machìa. Già assistente del Premio Oscar Gianni Quaranta e tuttora suo collaboratore, è stato inoltre assistente di Mario Missiroli, Marco Mattolini e ha lavorato tra gli altri con Giancarlo Sepe, Gloria Pomardi, Alessandro Preziosi, Flavio Bucci, Alberto Di Stasio, Eros Puglielli e Cristiana Capotondi; ha inoltre partecipato a Festival tra i quali Taormina Arte, La Versiliana e San Francisco Cinema Festival. Attualmente è al via una collaborazione artistica con Daniele Salvo. Ha al suo attivo 5 regie tra cui il “Trio in mi bemolle” che riprenderà con Melania Giglio e un attore di fama nazionale ancora in via di definizione. Laureato in Filosofia, oltre alla regia insegna Estetica del cinema e del teatro presso l’Accademia Italiana, una scuola di scenografia e costume diretta da Gianni Quaranta.

orari: dal martedì al sabato ore 21 - domenica ore 17.00
Prezzi per il pubblico: 18,00 intero, ridotto 15,00 euro per Cral e nostri convenzionati, ridotto 12,00 euro under 26 e over 65 e studenti in genere
Per contattarci >>> Teatro Vascello ufficio stampa e promozione 06 5881021 – 06 5898031 – fax 06 5816623 Cristina 3405319449 promozione@teatrovascello.it
TEATRO VASCELLO Teatro Stabile d'Innovazione - Promozione e ricerca di nuovi linguaggi
SOSTIENI LA CULTURA VIENI AL TEATRO VASCELLO
Come raggiungerci: Il Teatro Vascello si trova in Via G. Carini 78 a Monteverde Vecchio (Roma) sopra a Trastevere, vicino al Gianicolo. Con mezzi privati: Parcheggio per automobili: lungo Via delle Mura Gianicolensi, a circa 100 metri dal Teatro.Con mezzi pubblici: autobus 75 si ferma proprio davanti al teatro Vascello e si può prendere da stazione Termini, Colosseo, Piramide, oppure il 44, il 710 e l'871, 870. Treno Metropolitano che si può prendere da Ostiense fermata Stazione 4 venti in Viale 4 Venti a due passi dal Teatro Vascello