Holy EYE

CERTIFIED

di Marco Sigismondi


Yann Tiersen 2C’è stato un tempo, e qualcuno di noi ancora ne serba il ricordo, in cui non si faceva musica, si componeva. Un tempo in cui alcuni artisti studiavano anni in conservatori rigidi per poi uscirne e riprendere la spontaneità delle usanze popolari. A quei tempi la musica sconfinava l’arte, diventava rimedio e male, malattia e cura. Oggi i tempi sono cambiati, non c’è più posto per l’arte figurarsi per i romantici. Oggi la musica deve essere sempre un supporto per qualcosa; una pubblicità, un film, una cazzo di vendita. Quanti di noi parlano della colonna sonora di quel film o di quell’altra pubblicità, ma se si va a fondo si scopre che uomini hanno lavorato a quelle musiche e le hanno concepite, create. Yann Tiersen è sicuramente conosciuto per aver reso magico un film già di suo incantevole come “Il favoloso mondo di Amelie”, ma l’uomo che sta dietro all’artista non ha niente da invidiare a quella magia. Nella Parigi di fine millennio ha studiato musica classica per poi sfogare il proprio estro in alcune rock band. Yann Tiersen 1Ha preso le basi impettite del classicismo per darne sfogo in musica popolare. Se ne è andato in giro da polistrumentista ad ammaliare un mondo scevro di arte portandosi sulle spalle l’etichetta del minimalismo, un genere dedito alla ripetizione di scarni motivi in molteplici sequenze di arrangiamenti. Ha incantato il mondo descrivendo una Parigi fatta di fisarmoniche, pianoforti e carillon. Ha indossato i panni del compositore e del concertista, è salito nel tempio austero della musica classica per rubarne il fuoco e portarlo nei concerti, tra la gente. Eccolo il nostro Prometeo. Un figlio della Francia e delle sue contraddizioni, dell’amore per il volgo e per l’arte; quella che ti distende in un letto d’erba e pietra nel giardino di “Père Lachaise”.

di Marco Sigismondi


Il favoloso mondo di AmelieQuando vidi per la prima volta il film Il favoloso mondo di Amelie rimasi turbato, si, avete letto bene, turbato da quelle musiche che intaccarono il mio cuore di pietra per scioglierlo in un'atmosfera di dolce e malinconica (a volte) magia. Così mi chiesi chi avesse osato tanto e il nome di Yann Tiersen venne così impresso a fuoco nel mio cuoricino scioccato. Un film magico che non ha potuto che essere cullato da una colonna sonora altrettanto magica. Il genio di Tiersen supera le aspettative; chi altri poteva pensare di usare il suono di una macchina da scrivere nel nono pezzo Le Moulin? La musica ci fa danzare ai suoni di fisarmonica, pianoforte, carillon; ai suoni di una Parigi che diventa nitida davanti ai nostri occhi. Le valse d'Amelie-versione piano, è in fine, la canzone che canticchierete passeggiando per le strade della vostra Parigi immaginaria. Romantica, dolce, piena d'atmosfera; non so voi, ma io corro a chiudermi in camera ad occhi chiusi, a lasciarmi cullare da  Yann Tiersen e a sognare proprio come Amelie. Sì, lo ammetto, ormai il mio cuore di pietra è inevitabilmente sciolto, ma provateci voi a rimanere impassibili di fronte a questa musica, poi fatemi sapere.

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