Nostra Signora dei Turchi è un lungometraggio drammatico del 1968, diretto e interpretato da Carmelo Bene.
ABBIAMO ASSEGNATO ALL'OPERA I SEGUENTI PREMI
PREMIO AFRODITE
Il premio Aphrodite viene assegnato alla fotografia in base a vari fattori soggettivi: saper rubare l’attimo o creare la scena, discernere angolazione e sfondo, tener conto della prospettiva. Molteplici elementi tecnici si sommano al gusto estetico: regolare l’esposizione tramite l’otturatore, il diaframma e gli iso, impostare la messa a fuoco e la relativa profondità di campo; scegliere l’obiettivo consono all’effetto che si vuole ottenere; tener conto della fonte luminosa o, nei casi in cui è richiesto, saperla creare, misurare e collocare. Nella sperimentazione si tiene conto della capacità di utilizzare l'innovazione semiotica come voluta fonte di narrazione personale capace di comunicare a tutti e con chiarezza l'intento emotivo o intellettuale.
MOTIVAZIONE
La sperimentazione fotografica estrema e personalissima di Bene regista e attore, che si pone interattivo con gli elementi scenografici, gli obiettivi e le luci, diviene uno spartiacque fra un cinema classico con uno studio perfetto della composizione e del colore ed una fotografia immediata. La parte dionisiaca di Bene unita al suo bagaglio tecnico culturale, lo portano ad essere uno degli autori più originali del '900.
PREMIO CALLIOPE
Il premio Calliope viene assegnato per il soggetto/sceneggiatura, come imprescindibile scheletro costitutivo su cui si sviluppa la storia tramite il linguaggio e lo stile cinematografico con cui si sceglie di trasporla. Si valuta l'originalità dell'idea e della testualità, la costruzione o decostruzione della struttura, l'aderenza di situazioni e linguaggi alla realtà ove necessario e altrove l'uso funzionale della fantasia. Si valutano forma e contenuto, l'uno che guarda l'altro in una complementarità perfetta.
MOTIVAZIONE
Il testo svuotato da un'obiettivo specifico ma al contempo capace di toccare punte estreme di argomenti esistenziali, artistici, filosofici e metafisici, porta l'opera ad un livello aulico in cui i monologhi e la voce off divengono personaggi a se che interagiscono direttamente con lo spettatore-attore che viene continuamente chiamato in causa per riflettere sui propri archetipi e sulla propria visione del mondo.
PREMIO GIANO
Il premio Janus viene assegnato per le capacità attoriali: gestualità e mimica, dizione e impostazione della voce, gestione degli spazi e abilità cinetica. Il grande attore è qualsiasi personaggio e persona al contempo, vivido o vuoto la dove necessario. Il grande attore è servo del cinema e grande collaboratore dell'autore e della troupe cinematografica. Egli rende il sogno reale e tangibile per lo sguardo e la mente dello spettatore.
MOTIVAZIONE
Di una presenza scenica innata, Carmelo Bene attore è "parlato" come lui stesso ha definito il processo di messa in atto di una parte. Innegabili la grazia dei movimenti unita alla disarticolazione fisica estrema e folle atta alla rappresentazione di un'umanità decadente che nonostante tutto mantiene quella nobiltà dell'intento posseduta esclusivamente dagli "esseri umani" e non dai sopravviventi.
PREMIO CAOS
Il premio Chaos viene assegnato alla capacità di effettuare una reale sperimentazione rispetto alla Storia Umana e di proporre un'avanguardia concettuale, strutturale, di contenuto e/o di forma. Questo premio viene spesso assegnato al coraggio di chi tenta di introdurre una variazione nel linguaggio audiovisivo o un nuovo paradigma, per chi crede necessario il mutamento e l'innovazione per l'evoluzione del pensiero e del genere umano.
MOTIVAZIONE
Carmelo Bene propone uno stilema del tutto fuori dagli schemi di ciò che ha fino a quel tempo la Storia del Cinema ha proposto. L'osare fino al limite del possibile, senza preoccuparsi dei giudizi degli addetti al settore o della reazione del pubblico, ha permesso a quest'opera e ad altre di connotarsi come pietra miliare del cinema cult e della sperimentazione artistica in generale.