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History Re-visited
Io non sono morto, sono diversamente vivo

Nel 1612, dopo diciannove anni di sudore uscito dai venerabili pori di trentacinque accademici, venne alla luce il Vocabolario degli Accademici della Crusca: il primo vocabolario della lingua italiana. Centoquarantanove anni prima dell’unità d’Italia, si era cercato di unificarne la lingua o perlomeno far sì che il fiorentino lo parlassero un po’ tutti, una specie di unificazione all’itagliana

La provvidenza arrivò da una penna
Dumas e il Conte di Montecristo

Fu romanziere e drammaturgo, Alexandre Dumas, nonché una delle migliori firme dei romanzi d’appendice: i “feuilletons”, antenati dei racconti popolari e delle storie a puntate, raggiunsero uno dei loro picchi più alti attraverso la penna dello scrittore francese e il pubblico dei lettori ebbe forse a reclamare il nuovo capitolo de Le Comte de Monte-Cristo più di qualsiasi altro inserto.

L'anno della morte di Saramago

La citazione del titolo prevederebbe che focalizzassi l’articolo sul duemiladieci come lo scrittore fece inquadrando bene il Portogallo salazarista, estrema falange di una già martirizzata Europa nell’aurora della sua più nera pagina: è il 1936, un anno dopo la scomparsa del suo inventore (Fernando Pessoa) muore Ricardo Reis.

Tespi e quelli del carro

L’uomo vecchio guardava la strada, le sue mani stringevano le briglie. Accanto a lui, sul legno marcio, dormivano i due ragazzi, testa contro testa. Il viaggio era stato lungo, ma dietro il monte, finalmente Atene. Il vecchio svegliò i due, indicò davanti a sé e restarono a guardare in silenzio. Erano cinque anni che non vedevano la città.

Nicolaj Vasil’Evic Gogol’

Completati gli studi in Ucraina, nella sua patria natale, l’autore partì alla volta di Pietroburgo in cerca d’un impiego. Ma gli guastò l’arrivo nella capitale un forte raffreddore, ancor più fastidioso perché, avendo la punta del naso gelata, non la sentiva. Così, subito trecentocinquanta rubli se ne andarono in vestiti nuovi: tale è almeno la cifra riportata in una delle sue rispettose lettere alla madre.

Er caffettiere fisolofo: Giuseppe Gioacchino Belli

Tra le poche vette che emergono nel paesaggio collinoso della poesia italiana dell’età romantica, si stagliano quelle rappresentate dall’opera di Carlo Porta e Giuseppe Gioacchino Belli a significare, almeno per il secondo, «un monumento di quello che oggi è la plebe di Roma».

D’Annunzio: la cronaca al servizio dell’arte

Un giorno, cadendo da cavallo, Gabriele D’Annunzio scoprì l’importanza della stampa. Era a quel tempo poco più di un brillante esordiente e qualcuno “per malignità o per errore” sparse la voce della sua morte: quasi tutti i giornali portarono articoli necrologici sul giovanissimo poeta che la morte aveva colpito nel primo fiore delle speranze. La brutta notizia fu smentita; ma restò la glorificazione funebre.

Casta, Casta delle mie brame, chi è il più… del reame?

Come nei periodi di avvisaglie di grandi rivoluzioni, siano esse politiche, culturali o morali, così, in questi ultimi mesi, si ode ancora l’eco degli strali di persone impegnate a denunciare gli sprechi, gli eccessi e gli abusi. Ma se volete, potete anche chiamarli soprusi che il “popolo” è costretto a sopportare a causa del diffuso malcostume di gruppi di potere
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