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The Irish Man: Scorsese guarda indietro per andare avanti…

Non si può stare lontani dalle proprie passioni! The Irish Man è la tangibile manifestazione di questa verità, a cui Martin Scorsese da forma e anima… Prima di parlare del film, del soggetto e del progetto narrativo che esplorano quasi quaranta anni di storia americana, voglio stabilire una confidenziale indiscrezione tra chi scrive e chiunque leggerà queste righe: i registi, specialmente un ristretto numero di essi, amano raccontare certe storie per l’estetica verità di conoscere se stessi, prima ancora dei reali profili dei loro personaggi!

An American Pastoral (1969) - Paul Ferrara

In effetti, si tratta di un film sperimentale, stilisticamente all’avanguardia (largo uso di teleobiettivo e jump cut) e narrativamente ambiguo: nonostante possa essere considerato il viaggio di un vagabondo dal deserto alla città, metaforicamente interpretabile come il viaggio dell’eroe/sciamano

Il petroliere (2007) - Paul Thomas Anderson

Sulla scia di Oil! (1927) di Upton Sinclair, in There will be blood (titolo originale certo più convincente de Il petroliere), capolavoro visionario di abbagliante bellezza figurativa, è raccontata l’ascesa (e, si badi bene, non la caduta) di Daniel Plainview, spregiudicato cercatore d’oro nero interpretato da un grandioso Daniel Day Lewis.

La sottile linea rossa (1998) - Terrence Malick

Dopo vent'anni da I giorni del cielo (1978) e venticinque da La rabbia giovane (1973), Terrence Malick torna sul grande schermo con il suo capolavoro definitivo, secondo il parere di chi scrive.

Niente da nascondere (2005) - Michael Haneke

Che ci sia proprio il cinema dietro quelle videocassette anonime minacciosamente recapitate a Georges Laurent (Daniel Auteuil) non parve ipotesi peregrina nemmeno a Roberto Escobar (“niente è vietato alla sua onnipotenza, nell’universo separato che è ogni film”).

Zodiac (2006) - David Fincher

Originale rievocazione dell’assassino seriale che terrorizzò la San Francisco Bay a cavallo tra gli anni ’60 e ’70, piuttosto che il parto ben riuscito di uno dei più contraddittori artisti/artigiani hollywoodiani, Zodiac è una sobria e onesta decostruzione di un genere ad alta spettacolarizzazione

Il settimo sigillo (1957) - Ingmar Bergman

“Perché non è possibile cogliere Dio con i propri sensi? Per quale ragione si nasconde tra mille e mille promesse e preghiere sussurrate e incomprensibili miracoli? Perché io dovrei avere fede nella fede degli altri?” Antonius Block, di ritorno dalla Terra Santa, viene accolto da una Danimarca devastata dalla peste e si pone questi interrogativi quando, sulla spiaggia, incontra la Morte.

Gran Torino (2008) - Clint Eastwood

Clint Eastwood è un racconta-storie con denominatore comune: la sua grande passione per il cinema (il nome Kowalski è preso in prestito a Marlon Brando in Un tram che si chiama desiderio). Il “pistolero” Kowalski, diventa un bersaglio – almeno per la prima mezz’ora – per benpensanti e buonisti.

71 frammenti di una cronologia del caso (1997) - Michael Haneke

Il telegiornale racconta la guerra in Somalia, in Serbia; ci mostra immagini di attentati curdi; ci parla di Michael Jackson e delle accuse di pedofilia a suo carico. In mezzo, la vicenda di un ragazzo che, senza un apparente motivo, fa irruzione in una banca e spara alla cieca sui clienti. In 71 frammenti di una cronologia del caso Michael Haneke ripercorre le vite delle vittime e le vicende che hanno portato il ragazzo a compiere il folle gesto.

C’era una volta in America (1984) - Sergio Leone

Se mai dovessimo scegliere un’opera cinematografica in grado di rappresentare e celebrare ogni sfaccettatura della straordinaria e complessa esistenza di noi esseri umani, non potremmo che optare per C’era una volta in America.

Otto e ½ (1963) - Federico Fellini

Federico Fellini. Un uomo, prima che un artista, capace di anteporre se stesso al cinema, di iniettare la densità della propria esistenza su nastri di celluloide come solo i grandi registi riescono a fare. Otto e ½ è la vicenda umana ed artistica, tanto onirica quanto lucida, dei sogni e dei patemi di uno dei più grandi cineasti che la storia abbia avuto, la personale esperienza di vita del regista.

L’infernale Quinlan (1958) - Orson Welles

Le dinamiche si instaurano tra bene e male, confine notoriamente sottilissimo. Questa è la principale tematica di questo splendido noir diretto da Orson Welles. Il titolo originale, certamente migliore e maggiormente esplicativo è Touch of Evil, Il tocco del diavolo. Il diavolo in questione è il capitano Hank Quinlan, interpretato dallo stesso Welles.
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