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MAGAZINE DI ARTE E SCIENZA

71 frammenti di una cronologia del caso (1997) - Michael Haneke

Il telegiornale racconta la guerra in Somalia, in Serbia; ci mostra immagini di attentati curdi; ci parla di Michael Jackson e delle accuse di pedofilia a suo carico. In mezzo, la vicenda di un ragazzo che, senza un apparente motivo, fa irruzione in una banca e spara alla cieca sui clienti. In 71 frammenti di una cronologia del caso Michael Haneke ripercorre le vite delle vittime e le vicende che hanno portato il ragazzo a compiere il folle gesto.

La regola del gioco (1939) - Jean Renoir

Considerare la cattiva accoglienza di un’opera d’arte da parte di pubblico e critica come sinonimo di incomprensione per un capolavoro può essere spesso fuorviante. Nel caso di La regle du jeu di Jean Renoir, tuttavia, tale osservazione pregiudiziale risulta perfettamente funzionante.

L’eclisse (1962) - Michelangelo Antonioni

Dopo aver interrotto la sua relazione con un intellettuale, Vittoria (Monica Vitti), una giovane donna, conosce Piero (Alain Delon), un agente di Borsa. Ma la passione durerà poco, a causa della reciproca consapevolezza della loro crisi interiore. Fingeranno pertanto di dimenticare il loro appuntamento, al quale non si recheranno mai.

Il posto delle fragole (1957) – Ingmar Bergman

La sottile linea tra sogno e realtà può essere insormontabile. Per Ingmar Bergman questo confine non esiste. Ne Il posto delle fragole, la vita dell’anziano e pluripremiato medico Isak Borg (interpretato dal regista svedese Victor Sjostrom) oscilla tra incubi, meravigliosi ricordi del passato e l’asprezza del presente .

Lisbon Story (1995) - Wim Wenders

Il fonico Philip viene chiamato a Lisbona dal suo amico-regista Friedrich, che sta girando un documentario muto e in bianco e nero. Parte così il viaggio di Philip verso il Portogallo, per aiutare l’amico che ha bisogno di lui. Ma all’arrivo nella capitale Philip trova vuota la casa dove alloggia l’amico; vi rimangono soltanto le pizze con il materiale video girato.

L’uomo che amava le donne (1977) – Francois Truffaut

L’uomo che amava le donne è senza ombra di dubbio uno dei film più interessanti di François Truffaut. Il film parla di Bertand Morane, interpretato da un impeccabile Charles Denner, che veste i panni di un dongiovanni francese degli anni settanta e passa da una conquista all’altra. Si tratta di un film molto intimo e, a detta del regista stesso, in parte autobiografico.

Intrigo Internazionale (1959) – Alfred Hitchcok

Prato Lungo, Statale 41, a un’ora e mezzo da Chicago: vi viene in mente qualcosa? Vi rinfresco la memoria. Un'organizzazione spionistica scambia erroneamente Roger Tornill, noto pubblicitario (Cary Grant) per George Kaplan, agente del controspionaggio: cerca pertanto di ucciderlo. Il titolo originale (North by Northwest) è tratto dall’Amleto di Shakespeare.

L’uomo con la macchina da presa (1929) - Dziga Vertov

La giornata di un cineoperatore moscovita, dall’alba al tramonto. Un’indagine sperimentale, spregiudicata, sulla dialettica tra il mezzo cinematografico e la realtà. Punto di partenza: «l’uso della macchina da presa come cineocchio molto più perfetto dell’occhio umano, per esplorare il caos dei fenomeni visivi che pervadono lo spazio» (Vertov).

L’enigma di Kaspar Hauser (1974) – Werner Herzog

Nel 1828 a Norimberga viene ritrovato un misterioso giovane dall’aria un po’ tarda e totalmente inconsapevole delle più elementari nozioni di vita. Werner Herzog dipinge, grazie alla collaborazione di Bruno S, straordinario interprete principale, il ritratto del “ragazzo selvaggio”. Una regia laica con la quale narrare un imprevisto. Kaspar rappresenta l’alienazione totale, l’estraneità alle norme sociali, civili, religiose e giuridiche.

Il gusto dell’anguria (2005) – Tsai Ming-Liang

A Taipei le tubature sono vuote, le case si riempiono di bottiglie di plastica, gli insetti invadono i corpi, la siccità è ovunque: la televisione consiglia l’uso alternativo del succo d’anguria ma Hsiao-Kang e Shiang-Chyi non si arrendono e continuano a cercare acqua. I dieci minuti finali, di agghiacciante chiarezza, costituiscono una sequenza tra le più devastanti viste negli ultimi anni al cinema: è il momento più forte dell’opera.

Il divo (2008) - Paolo Sorrentino

C'è un uomo che soffre di terribili emicranie e arriva anche a contornarsi il volto con l'agopuntura pur di lenire il dolore. È la prima, grottesca immagine di Giulio Andreotti ne Il divo. Siamo negli Anni Ottanta e quest'uomo freddo e distaccato, apparentemente privo di qualsiasi reazione emotiva, è a capo di una potente corrente della Democrazia Cristiana.

Funny games (1997) - Micheal Haneke

Avreste mai pensato che delle uova potrebbero mettervi ansia? Funny games lo fa. Thriller psicologico dalla sceneggiatura insolida, progettata in maniera impeccabile da Micheal Haneke per deliziare il macabro gusto di un omicidio senza senso. Lo scopo? Ludico.
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