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Il docu-film su Majakovskij - Intervista ad Alessia Duranti

 

di Luca Torzolini

foto di Lucrezia Senserini e Livia Tortora

Davide Sberna - Screenshot del docu-film 1

Perché hai deciso di intitolare il tuo film "Vladimir Majakovskij, sono poeta e per questo sono interessante!"

Prima di tutto ho voluto mettere il suo nome e  cognome e subito dopo ho aggiunto una frase che ho preso dalla sua autobiografia e che rappresenta pienamente quello che andrò a raccontare in questo lavoro: l'interesse per lui in quanto poeta. La struttura del titolo, anche nell'ortografia, segue quello che era il suo metodo di scrittura come se lo avesse scritto lui e non io. Come se questa opera fosse stata ideata non da me ma da Majakovskij stesso in quella maniera autocelebrativa tipicamente sua. Già dal titolo voglio far capire che non sarà un racconto al passato su un personaggio morto e sepolto ma bensì un modo di raccontarlo nuovo e aggiuntivo alle opere già esistenti e sopratutto al presente, come se lui non fosse mai morto.

Sei d'accordo con la visione che Majakovskij ha nella famosa poesia sul cinema?

Concordo pienamente con quello che Majakovskij dice del cinema nella famosa poesia “Cinema e cinema”. E' una forma d'arte molto potente e più libera rispetto alla pittura e alla letteratura in quanto permette di portare visioni mentali nella realtà, quindi ci permette anche di esplorare universi visionari e di maneggiare la realtà come uno meglio crede. Ma purtroppo il denaro lo ha rovinato sempre di più. Ciò che Majakovskij dice riguardo ai capitalisti che gli gettano negli occhi manciate d'oro è vero e molto attuale. Purtroppo il cinema sta perdendo molto a livello artistico, ormai si guarda solo al profitto di un'opera e non al suo contenuto e producendo opere mediocri e spesso volgari si rovina anche il gusto del pubblico che ormai vuole vedere solo cose leggere e non impegnative.

Intervista alla scrittrice Serena Vitale - Foto di Livia Tortora

Sulla morte di Majakovskij varie sono le versioni. Ma dal suicidio all'omicidio di stato, in ogni caso è un artista che si è trovato a causa del suo modo di fare arte a fare una brutta fine. Come vedi la figura dell'artista contemporaneo in Italia rispetto ad un percorso di nicchia?

Io credo che oggi come ai tempi di Majakovskij sia molto difficile essere un artista e mantenersi tale. In primis perché non viene considerato un lavoro ma un hobby e poi perché quando fai un'opera sono tutti pronti a dirti cosa devi o non devi fare ma alla fine nessuno ti aiuta concretamente. Se segui la massa e ciò che va di moda sei ok ma se provi a fare qualcosa di diverso e ad andare contro corrente allora sei visto come uno “strano” e vieni allontanato e non parlo solo a livello di  pubblico, se vali alla fine trovi chi ti apprezza e ti sostiene, ma parlo di rivalità tra artisti colleghi. Lo dico perché l'ho vissuto in prima persona. Se vuoi fare qualcosa di tuo e di diverso vieni lasciato in disparte. Chi osa non è mai ben visto dagli altri.

Credo che un artista oggi debba avere un forte carisma e una forte fede in ciò che fa altrimenti il rischio è quello di puntarsi una pistola alla testa e di fare fuoco.

Cosa pensi della sperimentazione? Come la applichi al tuo modo di lavorare?

Ho sempre ammirato la sperimentazione artistica ma ho anche avuto timore di affrontarla. Sono molto legata alla classicità e devo ammettere che non ho mai simpatizzato per le avanguardie, non so perché ma mi attiravano e spaventavano allo stesso tempo. Questa cosa si è riversata anche nei miei lavori. Tante volte in fase di scrittura aggiungevo inquadrature diverse dalla solite, sperimentali ma alla fine quando arrivavo sul set e giravo tornavo alle inquadrature più classiche. Con Majakovskij non solo ho studiato a fondo le avanguardie e le sperimentazioni che fecero gli artisti in quei periodi ma ho anche iniziato ad applicarla al mio modo di fare regia.

Infatti in questo documentario oserò molto a livello registico senza pormi freni creativi. Lui mi ha dato il coraggio di uscire allo scoperto artisticamente.

Quali caratteristiche possiede secondo te un buon regista?

A mio parere un buon regista deve essere per prima cosa un buon essere umano: deve capire le persone, le deve ascoltare e cercare una simbiosi con loro, sia con la troupe che con le persone della vita quotidiana. Deve essere sensibile alle piccole cose e ai sentimenti umani. Deve essere introspettivo e in grado di raccontare le sue esperienze, sopratutto quelle brutte. Noi registi abbiamo un ruolo importante, la gente guarda i nostri film e da quei film deve imparare oltre che emozionarsi. Io amo un film nel momento in cui esco dalla sala e rifletto; se succede vuol dire che è un buon film.

Davide Sberna - Screenshot del docu-film 2

Da cosa o chi nasce il tuo amore per il cinema e l'immagine?

Il mio amore per in cinema risale ai tempi dell'Università. Al corso di  storia del cinema vidi proiettate le prime riprese cinematografiche dei fratelli Lumière e mi emozionai molto. Non sapevo il perché ma ero felice e commossa. Poi il semestre successivo “conobbi” Vittorio De Sica e mi innamorai artisticamente di lui. Guardando i suoi film ho capito cos'è il vero cinema e cosa vuol dire cinema d'autore. Sopratutto capii cosa voleva dire cinema delle emozioni. Da quel momento decisi che anche io volevo provare a raccontare quello che avevo nella mia testa e sono arrivata fino a qui. Considero Vittorio De Sica un maestro e una guida ed è grazie a lui se ho scelto di fare cinema. Devo tutto a lui.

Cosa ne pensi dei meccanismi di produzione cinematografica e perché hai scelto Produzioni Dal Basso per trovare i fondi necessari per girare il tuo docu-film?

Non conosco molto bene il settore della produzione cinematografica, mi ci sono trovata per la prima volta quest'anno per cercare fondi per il docu-film su Majakovskij, però devo ammettere che non è facile. E' un mondo molto complesso e da soli è molto dura. Per fortuna ho il mio produttore Antonio Castaldo che mi sta dando una mano enorme a muovermi in questo ambito e lo ringrazio di cuore. Per il crowdfunding ho scelto Produzioni dal basso perché quando ho visitato il sito mi ha dato l'impressione di una buona organizzazione e un buon supporto nelle varie fasi della raccolta fondi inoltre è una piattaforma semplice da gestire non ci sono cose complicate o difficili da capire.

Per supportare il progetto clicca sul link di seguito:

https://www.produzionidalbasso.com/project/sono-poeta-e-per-questo-sono-interessante-il-film-documentario-che-racconta-vladimir-majakovskij/

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