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Un'incalcolabile vittoria

Nonostante tutto quello che negativamente la boxe sembra averci mostrato negli ultimi tempi in termini di litigi tra Enti, proliferazione incontrollata di nuove cinture, pseudo esibizioni tra ex campioni e improvvisati pugili o sedicenti tali, sabato 25 settembre 2021 a Londra, il pugilato è tornato ad essere il protagonista indiscusso del ring. Oleksander Usyk, sfidante ufficiale WBO per la categoria dei pesi massimi, si è imposto ai punti al super campione di casa Anthony Joshua, già detentore delle cinture WBO, WBA, IBF, IBO divenendo il nuovo campione dei pesi massimi e lasciando ancora immacolato il suo record d’imbattibilità.

di Carlo D’Urso

 

Nonostante tutto quello che negativamente la boxe sembra averci mostrato negli ultimi tempi in termini di litigi tra Enti, proliferazione incontrollata di nuove cinture, pseudo esibizioni tra ex campioni e improvvisati pugili o sedicenti tali, sabato 25 settembre 2021 a Londra, il pugilato è tornato ad essere il protagonista indiscusso del ring.

Oleksander Usyk, sfidante ufficiale WBO per la categoria dei pesi massimi, si è imposto ai punti al super campione di casa Anthony Joshua, già detentore delle cinture WBO, WBA, IBF, IBO divenendo il nuovo campione dei pesi massimi e lasciando ancora immacolato il suo record d’imbattibilità. Forse rivedere il pubblico stipare gli spalti del Tottenham Hotspur Stadium è stata già una vittoria, dopo oltre un anno e mezzo di vuoto intorno ai ring di mezzo mondo, però vederlo assistere a questo capolavoro di tattica, evidente persino a chi non possiede un occhio prettamente clinico per il pugilato, è stato, a mio avviso, un trionfo per questo sport. La premessa con cui volevo scrivere questo risultato era di carattere personale, complice la deludente strada che molti promotori hanno intrapreso in merito alla scelta di togliere dignità al ring organizzando delle autentiche farse pugilistiche tra contendenti improbabili la cui certezza finanziaria dei ricavi era assicurata dal potere smisurato dei social media… mi sentivo tradito, come appassionato, ad assistere alla lenta mercificazione della nobile arte. Usyk è un fenomeno sportivo che richiede di per sé una particolare lente d’ingrandimento per i più… egli ha vinto tutto quello che si poteva desiderare nel mondo dilettanti (titolo mondiale e oro olimpico) e nella categoria professionistica dei cruiser (campione lineare di tutte le cinture mondiali, compreso il torneo Muhammad Alì WBSS); non soddisfatto ancora del suo potenziale, due anni e mezzo fà decise di passare nella categoria superiore dei massimi tra i dubbi e le incertezze degli addetti ai lavori con l’intento di laurearsi nuovamente campione del mondo unificato! Ricordo ancora i sorrisi beffardi e l’ironia dei giornalisti, oltre che di molti colleghi di Usik, nell’apprendere del passaggio alla categoria regina: ora non ride più nessuno, nessuno più ricorda proditoriamente che la sua differenza di peso avrebbe portato solo guai al neo campione, nessuno mette più in discussione la supremazia della tecnica sulla potenza fisica! Sono convinto che la suggestione del video che oggigiorno domina le nostre menti, sia anch’esso un riflesso errato per la comprensione di uno sport così complesso come il pugilato…

Il mancino Usyk si apprestava quindi a disputare 12 riprese in netto sfavore, lontano dalla madrepatria Ucraina, con un pubblico inglese tutto schierato a favore del campione locale. La concentrazione dell’ucraino sul piano preparato nei mesi precedenti ha invece stupito gli occhi attoniti di tutti: con una differenza di leve, di peso e quindi di potenza, abbiamo ammirato un Usyk in costante movimento di tronco e gambe al centro del ring, il cui perno è stato, per dodici riprese, un uso del jab che ha disinnescato buona parte delle iniziative offensive del campione! In avanzamento e in retrocessione il jab non ha mai smesso di pungere e di fintare l’avversario impedendo una reale coordinazione della potenza di Joshua contro lo sfidante… Ma lo spettacolo non aveva ancora mostrato il suo vero fulgore fintanto che le continue e pressanti scalfitture di Usyk non hanno chiuso l’occhio destro di Joshua! Un altro pronostico fallito! Il match era la realizzazione di un piano tattico vincente, abbastanza versatile da poterlo applicare a stili, categorie, personalità pugilistiche differenti! Non ci sono stati atterramenti, né particolari ferite da compromettere la prosecuzione della gara, anzi vi sono stati anche dei casi in cui lo stesso Usyk avrebbe potuto accelerare il ritmo delle combinazioni di colpi ma che non si sono realizzati proprio per gli ordini del suo angolo di attenersi completamente al piano: l’istinto di non infierire contro un avversario in difficoltà è un’altra prova che Usyk ha superato brillantemente nel portare a termine un lavoro mentale davvero impressionante. Personalmente non ritengo che Joshua abbia sottovalutato Usyk né impostato una strategia particolarmente sbagliata quanto il non aver saputo adattarsi, per la prima volta, ad un avversario completamente diverso dai precedenti. E’ questa l’unica grande energia che solo i campioni posseggono: versatilità allo stato puro. Sabato 25 settembre, prima di Usyk, prima del pugilato, ha vinto lo sport quale fenomeno che deve tornare a stupire le persone!

 

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