Holy EYE

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MAGAZINE DI ARTE E SCIENZA

Akuaduulza (2005) - Davide Van De Sfroos

Ci sono spiriti che si agitano dentro ognuno di noi. Alcuni di loro gridano storie nell’anima di Davide: antiche, impregnate di emozioni, che fanno nascere le note sublimi sulle quali la poesia sua danza. Il labile confine tra fantasia e realtà si infrange: così la tradizione popolare e le riflessioni di un uomo si mescolano nel calderone della musica folk. Proprio questo è Akuaduulza (Acqua dolce) di Van De Sfroos.

IN RAINBOWS (2007) - Radiohead

“Sono piena di buchi, non ho idea di ciò di cui sto parlando, sono intrappolata in questo corpo e non riesco a uscire… sono l’atto seguente che aspetta di entrare in scena… come mai finisco laddove ho cominciato? I pezzi del puzzle cadono dappertutto, non c’è niente da spiegare… sotto è il nuovo sopra: che ne dite se faccio una capriola? Tocco il fondo e svanisco…”

La buona novella (1969) - Fabrizio De André

Quando Fabrizio De André scrisse La buona novella l’Italia era in piena lotta studentesca. Le persone meno attente, considerando quel disco come anacronistico, osservarono: “Come, noi andiamo a lottare dentro e fuori le università contro abusi e soprusi e tu ci vieni a raccontare la storia, che per altro già conosciamo, della predicazione di Gesù Cristo?”. Non avevano capito che si trattava di un’allegoria.

Yesterday was dramatic. Today is Ok. (2000) - Múm

Io, i Múm e un buon caffè caldo: sarebbe davvero bello, non credete? Almeno così potrei chiedere loro cosa sentono di così drammatico nel passato e cosa di così buono nel presente, anche perché mi pare che sia tutto ribaltato seguendo i fatti storici. In effetti, però, l’OK dei Múm risale al 2000, ormai il passato.

Ballate - Stefano Benni
(Ed. Feltrinelli)

“La poesia dice troppo in pochissimo tempo…”, come diceva il vecchio Buk. È di questo succo denso e palpitante che necessita il genere umano come un vampiro che ha sete di sangue. D’altra parte è anche vero che la lettura di un testo poetico richiede quasi sempre un’immersione totale nel mondo sottomarino dello scrittore

Il Golem - Gustav Meyrink
(Ed. Bompiani)

Basta scambiare il proprio cappello con quello di Athanasius Pernath per trasformarsi in lui e rivivere l'esperienza che lo portò a conoscere il Golem, o almeno è questo quello che viene narrato nel romanzo di Gustav Meyrink. È in questa storia che la creatura leggendaria che da secoli ispira racconti, romanzi e infine film, diventa non più un semplice essere fatto di terra, ma una specie di entità soprannaturale.

La cognizione del dolore - Carlo Emilio Gadda
(Ed. Garzanti)

In toto, le quasi trecento pagine del complesso mattone gaddiano sono difficili da digerire. Nella forma già collaudata del pastiche linguistico, l’autore trova il suo estro, compone i suoi capolavori. Ma, come anche per il melvilliano best-seller, solo dopo aver sopportato pagine dalla scrittura volutamente difficile, si scoprono stupendi passi lirici in cui il romanzo si staglia nell’Olimpo de’ Letterati.

Poema a fumetti - Dino Buzzati
(Ed. Mondadori)

Orfeo e Euridice, ancora. Ma il mito, antichissimo, viene raccontato da Buzzati tramite il fumetto, una delle forme di comunicazione più immediate al mondo. E nelle sue vignette l’autore mischia il sacro e il profano, il letterario e l’erotico, l’arte e la pura carnalità: ne risultano tavole segnate dalla fortissima contaminazione dei generi e caratterizzate dall’assenza delle tipiche nuvolette testuali, sostituite da didascalie spesso deformate o modellate in varie forme.

Death Note - Tsugumi Ohba e Takeshi Obata

Vi piacerebbe avere il potere di uccidere chiunque? Magari decidendo anche l’ora e le cause della morte? Beh, nel caso in cui uno Shinigami (noto Dio della Morte) si annoiasse e decidesse di lasciar cadere il suo Death Note sulla Terra, sperate di essere voi a raccoglierlo. Se questa pagina appartenesse al Death Note, infatti, vi basterebbe scrivere il nome della vittima qui sotto e conoscerne il volto: morta!!!

Storia di una pallina mangiatutto

Come nasce una leggenda? Come può un complesso schema di 0 e 1 sopravvivere per più di vent'anni? La risposta è Pac-man: uno dei pionieri dell'arte videoludica, partorito ormai nel lontano 1980, figlio di un programmatore di una famosa ditta del Sol Levante: la Namco.

Waking life (2001) - Richard Linklater

Provate ad accendere e spegnere la luce utilizzando un interruttore. Non ci riuscite? Bene. A meno che la lampadina non si sia fulminata, siete addormentati e state facendo un "sogno lucido", ovvero un sogno nel quale siete coscienti di essere addormentati. Waking life, riportandoci alle teorie di pensatori come Castaneda, Jodorowsky o Stephen LaBerge, ci presenta un personaggio costantemente intrappolato in uno stato onirico.

Bad Boy Bubby (1993) - Rolf De Heer

Una vera e propria mosca bianca del cinema. Rolf De Heer è regista e pubblico, un genio che gioca a scacchi con se stesso. Cerca di comunicarci un messaggio su come la famiglia possa influire sulla crescita dei bambini. Bubby, infatti, cresce in trentacinque anni di prigionia in una casa angosciante e ha come carceriere e amante la madre che lo sottopone ad un continuo di slanci emozionali ossessivi.
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