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MAGAZINE DI ARTE E SCIENZA

La sindrome di Brontolo - Stefano Bollani
(Ed. Baldini Castoldi Dalai)

Avete mai provato ad elencare i sette nani? Sì, lo so, arrivati al sesto non ricorderete il settimo. E questo doveva essere uno dei teoremi preferiti di Stefano Bollani, quando il celebre compositore e pianista jazz decise di intitolare il suo breve romanzo “La sindrome di Brontolo”.

Storie di ordinaria follia - Charles Bukowski
(Ed.Feltrinelli)

È lui. È sempre lui. Il tratto distintivo delle storie di Bukowski è Bukowski. Il poeta maledetto fra i maledetti, in grado di imboscare una riflessione filosofica tra un rutto e una scorreggia, diventato icona della letteratura “Pulp” degli anni ‘70, non smetterà mai di stupirci.

Linha (2007) - Sandy Müller

Sandy Müller, la cantautrice rivelazione 2005/2006 con il suo album d’esordio e con l’accattivante singolo Não tenho Pressa (che si è imposto nei network più ascoltati), presenta a Maggio la sua ultima fatica dal titolo Linha. Realizzato in Brasile, prodotto da Marcelo Costa, pubblicato da UNIVERSO e distribuito da SONY BMG Music, Linha vanta la partecipazione straordinaria di svariati musicisti brasiliani.

Piano Solo (2006) – Stefano Bollani

Dalle prime note di questo Piano Solo, si nota come Stefano Bollani dimetta immediatamente il cappello a sonagli che ne identifica la qualifica di buffone per indossare gli abiti del pianista, al momento uno dei migliori italiani in campo jazz.

La malavita (2005) - Baustelle

Tratteggiato con tinte fosche, ma vivaci allo stesso tempo, il terzo album dei Baustelle sembra quasi filosofeggiare sul termine eponimo del proprio lavoro, ricollegandosi all’origine latina di malus, per cui la prima accezione coincide con l’italiano spiacevole. Il solito album deprimente, direte voi.

Think Pink (1970) – Twink

Il più significativo esempio di rock psichedelico inglese si cela fra le pieghe di Think Pink. Questo disco è l’Opera Assoluta di Twink, personaggio di grande culto, batterista dei Pretty Things prima, e dei leggendari Pink Fairies poi. Think Pink è il trionfo della psichedelia estrema.

La leggenda del pianista sull’oceano (1998) – Ennio Morricone

T.D. Lemon (Tim Roth) siede al piano. Poggia la sigaretta appena offertagli da Max (P.T. Vince) sullo strumento. Spenta. Il pubblico guarda il pianista, il pianista guarda il pianoforte. T.D. Lemon sfiora i tasti d'avorio e inizia: le mani si sdoppiano ed anche così si stenta a credere alle proprie orecchie. Finisce sudato, stremato; prende la sigaretta ancora spenta, la poggia sulle corde del pianoforte: si accende.

Ritratti (2004) – Francesco Guccini

“Ma se io avessi previsto tutto questo, da chi causa e che pretesto, le attuali conclusioni, credete che per questi quattro soldi, questa gloria da stronzi, avrei scritto canzoni?” …Beh, spero di sì, anche perché senza la tua musica, caro Francesco, la canzone d’autore avrebbe perso il ventricolo sinistro.

Fantasy Wars

Da Command & Conquer in poi, i giochi di strategia sono stati sempre fondati sull'azione contemporanea; niente tempo per pensare! Accumula risorse, gonfia l'esercito e spediscilo al macello. Più tempo perdi e più sono alte le probabilità di sconfitta. Finalmente qualcuno ha deciso di cambiare rotta: niente più corse contro il tempo: Fantasy Wars!

Hellgate London

Da Command & Conquer in poi, i giochi di strategia sono stati sempre fondati sull'azione contemporanea; niente tempo per pensare! Accumula risorse, gonfia l'esercito e spediscilo al macello. Più tempo perdi e più sono alte le probabilità di sconfitta. Finalmente qualcuno ha deciso di cambiare rotta: niente più corse contro il tempo: Fantasy Wars!

Bastard!! - Kazushi Hagiwara

Il castello di Kafka aveva un motivo per il quale il protagonista non poteva giungere al traguardo. Petrolio ( non ) finisce con delle bastonate vicino ad un campo di calcio sulla spiaggia di Ostia. Con una macchina che tenta di rendere Pasolini una foglia tra le pagine di un libro. Ma il motivo per il quale Bastard non è ancora finito è oscuro persino a Nostradamus.

D’Annunzio: la cronaca al servizio dell’arte

Un giorno, cadendo da cavallo, Gabriele D’Annunzio scoprì l’importanza della stampa. Era a quel tempo poco più di un brillante esordiente e qualcuno “per malignità o per errore” sparse la voce della sua morte: quasi tutti i giornali portarono articoli necrologici sul giovanissimo poeta che la morte aveva colpito nel primo fiore delle speranze. La brutta notizia fu smentita; ma restò la glorificazione funebre.
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