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MAGAZINE DI ARTE E SCIENZA

L’enigma di Kaspar Hauser (1974) – Werner Herzog

Nel 1828 a Norimberga viene ritrovato un misterioso giovane dall’aria un po’ tarda e totalmente inconsapevole delle più elementari nozioni di vita. Werner Herzog dipinge, grazie alla collaborazione di Bruno S, straordinario interprete principale, il ritratto del “ragazzo selvaggio”. Una regia laica con la quale narrare un imprevisto. Kaspar rappresenta l’alienazione totale, l’estraneità alle norme sociali, civili, religiose e giuridiche.

L’uomo con la macchina da presa (1929) - Dziga Vertov

La giornata di un cineoperatore moscovita, dall’alba al tramonto. Un’indagine sperimentale, spregiudicata, sulla dialettica tra il mezzo cinematografico e la realtà. Punto di partenza: «l’uso della macchina da presa come cineocchio molto più perfetto dell’occhio umano, per esplorare il caos dei fenomeni visivi che pervadono lo spazio» (Vertov).

Fuoco nella Polvere - Joe R. Lansdale
(Ed. Fanucci)

Fuoco nella polvere è un romanzo uscito negli Stati Uniti nel 2001 e pubblicato, solo quest’anno, in Italia. Tentare di attribuire un genere alle opere di Lansdale è un’impresa assai ardua, che raramente dà i frutti sperati. Uscirebbero generi quali lo splatter, il noir, il western, fantascienza, tutti attendibili ma non perfettamente calzanti.

Il libro dell’inquietudine - Fernando Pessoa
(Ed. Newton)

I pensieri, le parole, l’anima di un grande poeta. Il libro dell’inquietudine fu scritto in forma di brevi frammenti durante quasi tutta la vita letteraria dello scrittore. Uno “zibaldone” dell'anima, il testamento sensibile di Fernando Pessoa.Una "Autobiografia senza fatti", raccontata dal contabile Bernardo Soares (maestro degli eteronimi), il quale lavora in un ufficio al quarto piano di Rua dos Douradores, nella Baixa di Lisbona.

La nausea - Jean-Paul Sartre
(Ed. Einaudi)

“Ciascuno ha la sua piccola fissazione personale che gli impedisce di accorgersi che esiste; non ce n’è uno che non si creda indispensabile a qualcuno o a qualche cosa”, pensa Antonio Roquentin, osservando le persone che intorno a lui, nello stesso locale, mangiano e conversano amabilmente.

La sottile linea scura - Joe R. Lansdale
(Ed. Einaudi)

A volte capitano libri che vorresti ricominciare daccapo appena dopo averli finiti di leggere. La sottile linea scura di Joe R. Lansdale è uno di quei libri. Come ha scritto Niccolò Ammaniti: «Consiglierei ad un analfabeta di imparare a leggere solo per poter conoscere Lansdale».

Lavorare stronca – Angelo Zabaglio
(Ed. Tespi)

Zabaglio non è lettura per persone sensibili, come scrive egli stesso nella prefazione, e aggiungerei io che non lo è nemmeno per i è deboli di cuore, i puritani, chi soffre di attacchi di panico, chi è dedito a letteratura fantasy o d'amore o d'avventura e a tutti i cliché di modi perbene di essere o di scrivere.

Terrorism! - Mauro John Capece
(Ed. Sovera)

Mauro John Capece espone la situazione italiana del terzo millennio con la chiarezza di un aforisma. Marco Epucea (provocatoriamente l’anagramma dell’autore), il protagonista del romanzo, è “uno di noi”, un uomo come tanti: 800 euro al mese per morire di fame e sigarette e alcol, psicofarmaci dell’occidente.

Black Ice (2008) - ACDC

Australia, fine anni '70, un ragazzo di origine scozzese in pantaloncini corti, giacca, camicia e zaino sulle spalle salta di tavolo in tavolo con la sua chitarra suonandola come un posseduto. Canada 2008, quello stesso ragazzo, insieme alla sua band registra il quindicesimo album della blues-rock band più potente di sempre.

Devotion (2008) - Beach House

Il secondo lavoro dei Beach House, il duo di Baltimora composto da Alex Scally (chitarra e tastiere) e Victoria Legrand (canto e organo), rappresenta uno degli ultimi capolavori del cosiddetto “dream-pop”, genere nato agli inizi degli ’80 con i Cocteau Twins e la mitica etichetta 4AD.

Far finta di essere sani (1973) - Giorgio Gaber

Il signor Gaberskic (Giorgio Gaber) è stato uno straordinario attore di teatro, “il burattinaio di Pinocchio” secondo Dario Fò, e uno fra i più grandi cantautori della storia italiana. Unico nel suo genere, l’artista mescola nella produzione delle sue opere, l’abilità classica del cantautore e la performance teatrale, con intonazioni, timbri, ritmi e pause che si inseriscono nella canzone quasi a fargli prendere vita.

Il favoloso mondo di Amelie (2001) - Yann Tiersen

Quando vidi per la prima volta il film Il favoloso mondo di Amelie rimasi turbato, si, avete letto bene, turbato da quelle musiche che intaccarono il mio cuore di pietra per scioglierlo in un'atmosfera di dolce e malinconica (a volte) magia. Così mi chiesi chi avesse osato tanto e il nome di Yann Tiersen venne così impresso a fuoco nel mio cuoricino scioccato.
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